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Quando gli inglesi decisero di costruire una ferrovia in Kenya che fosse da sostegno ai collegamenti tra le sorgenti del Nilo in Sudan e l’Africa più interna forse non pensavano che sarebbe stata fondamentale per lo sviluppo della regione circa due secoli dopo. Siamo nel 2012 e la ferrovia che collega Mumbasa all’Uganda è ancora quella dei colonialisti britannici e solo adesso un progetto che richiede un investimento dai 3 ai 5 miliardi di dollari potrebbe rendere più efficiente. La Banca Africana per lo Sviluppo ha approvato uno stanziamento di 39,8 milioni di dollari per i lavori di rifacimento della ferrovia tra Kenya ed Uganda, calcolando che l’opera concorrerà a quel tasso di crescita del 10% in venti anni che tutti si augurano  per la regione. Non è noto quanto contribuirà, nello specifico, l’opera. Si cercano però altri fondi, poiché lo stanziamento della Banca Africana non è sufficiente.

Attualmente la ferrovia versa in condizioni imbarazzanti: velocità massima 30 km/h, 15 ore per arrivare in Uganda da Mombasa, servizio sulle carrozze praticamente assente, l’igiene è una chimera. Gli orari del treno non hanno subito variazioni da almeno 25 anni e  i passeggeri sono soprattutto turisti nostalgici dell’Africa romantica delle colonie.

In queste condizioni non ci può essere crescita e sicuramente un intervento che mira a migliorare le infrastrutture è da accogliere favorevolmente.  Anche se difficile da realizzare con efficacia. Il Kenya è ai primi posti tra i Paesi con un alto livello di corruzione ed investire nella zona è veramente pericoloso. Ciononostante ci sono delle proposte di investimento soprattutto dai cinesi che vedono una possibilità di ipoteca sulla sfruttamento delle risorse petrolifere del Sud Sudan ormai indipendente. La ferrovia, infatti, permette l’accesso a quell’area.

Il Kenya, come i Paesi dell’area, hanno un grande bisogno di infrastrutture per crescere. Al momento sono arrivati numerosi elefanti bianchi e le uniche opere che possono essere sfruttate sono ancora quelle del periodo coloniale. I fatti seguiti alla decolonizzazione hanno mostrato tutte le difficoltà a procedere da soli ed il bisogno di essere sostenuti ancora dalla comunità internazionale con esiti non sempre efficaci e con la prospettiva di una nuova fase coloniale.

Themis

Fonti:

BBC News World:

http://www.bbc.co.uk/news/world-14151372

Banca Africana per lo Sviluppo:

http://www.afdb.org/en/projects-and-operations/project-portfolio/project/p-z1-dz0-003/

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