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I kenioti ci tengono ai propri politici, fanno in modo che a loro non manchi mai niente, abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere decorosamente e fare bene l’alto incarico di cui sono stati investiti. Un parlamentare, ad esempio, arriva a guadagnare 850.000 scellini, circa 8000 euro al mese. Si sa, la politica logora, prende tempo ed energie e, forse, dopo un po’ di tempo, si potrebbe essere inabili a lavorare, quindi meglio mettere da parte qualcosa, il futuro è sempre incerto.

Ma questo lo si fa a scapito di qualcuno? Ma no, al massimo si porta in recessione un’economia già molto debole, incapace di sostenere da sola la crescita, sostenuto da investitori stranieri, con gli occhi a mandorla e la pelle gialla, che non si muovono a loro volta gratuitamente.

Sarah Serem, del Salary and Remuneration Commission (SRC) è molto preoccupata ed ha denunciato il rischio recessione. Il nuovo governo, il nuovo parlamento, dovranno mettere mano a questo meccanismo, rendendolo più leggero per i contribuenti. Vino vecchio in otri nuovi?

Themis

Fonti:

Standard Digital:

http://www.standardmedia.co.ke/?articleID=2000081050&story_title=Kenya-Wage-bill-crisis-awaits-Uhuru-administration

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