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Quest’oggi in tutto il mondo si festeggia la giornata internazionale della Danza. In Africa sub-sahariana questa forma d’arte ha radici molto lontane come testimoniano delle pitture rupestri ritrovate in Sudafrica. Essa accompagna quindi  tutti i rituali sia sacri che profani; si trovano danze di preghiera, danze per i passaggi di età e di status sociale, danze dei mestieri, danze per le stagioni, danze per i raccolti, danze di guarigione, danze di divertimento. Ed essendo un’espressione artistica corporea molto antica e che coinvolge un continente intero, si è evoluta in numerose forme difficilmente paragonabili tra di loro.

Il Kenya ad esempio, è un paese noto anche per le tradizionali danze rituali Masai. I guerrieri II-Oodokilani posizionati in cerchio eseguono una forma di danza ‘saltata’ chiamata adumo o aigis dal  sapore competitivo. Uno o due alla volta, i guerrieri si mettono al centro del cerchio e iniziano a saltare senza mai appoggiare i talloni al terreno e gli altri membri del gruppo alzano il volume dei loro vocalizzi a seconda dell’altezza dei salti.

Ma la danza è una forma d’espressione artistica internazionale  che negli ultimi anni è stata utilizzata per sensibilizzare il pubblico sui problemi sociali. Roberto Bolle Ètoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York, è stato nominato Goodwill Ambassador dell’Unicef nel settembre 1999 e quindi da quattordici anni è impegnato a coinvolgere l’opinione pubblica, in particolar modo i giovani, sui problemi dell’infanzia, testimoniando e promuovendo la solidarietà attraverso gala dedicati,  testimonianze, raccolte fondi a sostegno delle iniziative dell’UNICEF e viaggi sul campo.

Nel 2006 si è recato in Sudan dove ha portato aiuti che hanno permesso di vaccinare oltre 25 mila bambini, mentre nel 2012 è stato in Repubblica Centrafricana dove ha visitato i progetti di lotta alla malnutrizione infantile dove, come racconta in un’intervista recente, le situazioni drammatiche sono numerose ed il tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni è di 173 bambini su mille. Proprio per questo sottolinea l’importanza di aiutare i paesi più poveri e con gravi conflitti sociali in atto dove i bambini hanno una vita molto difficile e la “povertà non è un teatro”.

Giulia

Fonti:

http://www.unicef.it/doc/567/roberto-bolle.htm

http://www.famigliacristiana.it/informazione/le-grandi-interviste/articolo/roberto-bolle-intervista.aspx

http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2010/roberto-bolle-unicef-africa-danza-30631072816.shtml

http://www.danzeafricane.it/index.php/la-danza-africana

http://web.archive.org/web/20080527010156/www.laleyio.com/performance.html[content-builder]{“id”:1,”version”:”1.0.4″,”nextId”:”1″,”block”:”root”,”layout”:”12″,”childs”:[{“id”:”2″,”block”:”rte”,”content”:”Quest\u2019oggi in tutto il mondo si festeggia la giornata internazionale della Danza. In Africa sub-sahariana questa forma d’arte ha radici molto lontane come testimoniano delle pitture rupestri ritrovate in Sudafrica. Essa accompagna quindi\u00a0 tutti i rituali sia sacri che profani; si trovano danze di preghiera, danze per i passaggi di et\u00e0 e di status sociale, danze dei mestieri, danze per le stagioni, danze per i raccolti, danze di guarigione, danze di divertimento. Ed essendo un\u2019espressione artistica corporea molto antica e che coinvolge un continente intero, si \u00e8 evoluta in numerose forme difficilmente paragonabili tra di loro.\r\n\r\nIl Kenya ad esempio, \u00e8 un paese noto anche per le tradizionali danze rituali Masai. I guerrieri II-Oodokilani posizionati in cerchio eseguono una forma di danza \u2018saltata\u2019 chiamata adumo<\/em> o aigis<\/em> dal\u00a0 sapore competitivo. Uno o due alla volta, i guerrieri si mettono al centro del cerchio e iniziano a saltare senza mai appoggiare i talloni al terreno e gli altri membri del gruppo alzano il volume dei loro vocalizzi a seconda dell\u2019altezza dei salti.\r\n\r\nMa la danza \u00e8 una forma d\u2019espressione artistica internazionale\u00a0 che negli ultimi anni \u00e8 stata utilizzata per sensibilizzare il pubblico sui problemi sociali. Roberto Bolle \u00c8toile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell\u2019American Ballet Theatre di New York, \u00e8 stato nominato Goodwill Ambassador dell\u2019Unicef nel settembre 1999 e quindi da quattordici anni \u00e8 impegnato a coinvolgere l’opinione pubblica, in particolar modo i giovani, sui problemi dell’infanzia, testimoniando e promuovendo la solidariet\u00e0 attraverso gala dedicati,\u00a0 testimonianze, raccolte fondi a sostegno delle iniziative dell’UNICEF e viaggi sul campo.\r\n\r\nNel 2006 si \u00e8 recato in Sudan dove ha portato aiuti che hanno permesso di vaccinare oltre 25 mila bambini, mentre nel 2012 \u00e8 stato in Repubblica Centrafricana dove ha visitato i progetti di lotta alla malnutrizione infantile dove, come racconta in un\u2019intervista recente, le situazioni drammatiche sono numerose ed il tasso di mortalit\u00e0 infantile sotto i cinque anni \u00e8 di 173 bambini su mille. Proprio per questo sottolinea l\u2019importanza di aiutare i paesi pi\u00f9 poveri e con gravi conflitti sociali in atto dove i bambini hanno una vita molto difficile e la \u201cpovert\u00e0 non \u00e8 un teatro\u201d.\r\n\r\n\"\"<\/a>\r\n\r\nGiulia\r\n\r\nFonti:\r\n\r\nhttp:\/\/www.unicef.it\/doc\/567\/roberto-bolle.htm<\/a>\r\n\r\nhttp:\/\/www.famigliacristiana.it\/informazione\/le-grandi-interviste\/articolo\/roberto-bolle-intervista.aspx<\/a>\r\n\r\nhttp:\/\/www.iodonna.it\/personaggi\/interviste\/2010\/roberto-bolle-unicef-africa-danza-30631072816.shtml<\/a>\r\n\r\nhttp:\/\/www.danzeafricane.it\/index.php\/la-danza-africana<\/a>\r\n\r\nhttp:\/\/web.archive.org\/web\/20080527010156\/www.laleyio.com\/performance.html<\/a>“}]}[/content-builder]

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