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Come dicevamo nel post della settimana scorsa sulla condizione della donna all’interno della famiglia africana, il suo ruolo è principalmente quello di procreare, tenere in ordine la casa e lavorare. Come raccontato da Paolo Caneva, referente in Etiopia del Movimento Shalom, si vive ancora in una situazione in cui il padre di famiglia detta le regole in modo insindacabile e per il resto della famiglia non c’è diritto di replica senza evitare la violenza.

chiaramente, come in ogni paese del mondo neanche in Africa la donna è perfetta (vedi le madame che spingono le giovani alla prostituzione), ma c’è da dire che in nessun’altra zona del mondo la donna rappresenta la spina dorsale produttrice e riproduttrice come in questo continente. Non ci sono quindi dubbi che se si vuole far rinascere e crescere l’Africa, bisogna puntare maggiormente sulle donne. Un metodo che si è rivelato di successo è il sistema del microcredito.

Tramite la Banca del Microcredito avviata in Burkina Faso, Senengal ed Uganda vengono sostenute ogni anno numerose cooperative femminili per dar loro la possibilità di avviare attività indipendenti nonostante la risaputa difficoltà ad ottenere prestiti in Africa. Solo nel 2010 si sono sostenute 87 associazioni per un totale di 1.475 donne, che hanno avviato vari tipi di attività (allevamento, vendita del pesce, negozi, etc etc) restituendo quasi in toto tutti i finanziamenti ottenuti.

In Kenya invece, attorno ad un progetto idrico che ha portato acqua e lavoro ad oltre 4mila persone permettendo loro di superare l’agricoltura di sussistenza, è nata l’organizzazione Meru Herbs. Qui le donne producono e confezionano camomilla, carcadè e confetture di frutta esotica.

Anche in Congo, il sistema del microcredito sta avendo successo e permette alle donne di sentirsi più importanti all’interno delle loro comunità ora che possono contribuire all’economia familiare. Per questo motivo, tutti – mariti compresi – le guardano in modo diverso, come donne “di valore”. Forse almeno alcuni mariti hanno cominciato a capirne questo valore e rinvestire i guadagni in una capra, una macchina da cucire o attrezzi per coltivare.

Come dice Elisa Kidane, suora comboniana e scrittrice eritrea, bisognerebbe raccontare le piccole storie che ogni giorno tessono le donne africane attraverso le loro battaglie quotidiane per svegliare in qualche modo il continente dal suo torpore centenario. È troppo sbrigativo pubblicare un poster strappalacrime di una madre con il figlio, senza raccontare le faticose battaglie e le piccole vittorie ottenute ogni giorno con caparbietà a pieni scalzi e mani nude.

Giulia

Fonti

http://www.risonero.com/2012/05/21/lafrica-e-donna/

http://www.liberoquotidiano.it/news/sostenibilita/1199509/Imprese-ed-economia-solidale-per-le-donne-di-Africa–Asia-e-Sudamerica.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/02/microcredito-le-donne-del-congo-ce-lhanno-fatta/518081/[content-builder]{“id”:1,”version”:”1.0.4″,”nextId”:”1″,”block”:”root”,”layout”:”12″,”childs”:[{“id”:”2″,”block”:”rte”,”content”:”Come dicevamo nel post della settimana scorsa sulla condizione della donna all\u2019interno della famiglia africana, il suo ruolo \u00e8 principalmente quello di procreare, tenere in ordine la casa e lavorare. Come raccontato da Paolo Caneva, referente in Etiopia del Movimento Shalom, si vive ancora in una situazione in cui il padre di famiglia detta le regole in modo insindacabile e per il resto della famiglia non c\u2019\u00e8 diritto di replica senza evitare la violenza.\r\n\r\nchiaramente, come in ogni paese del mondo neanche in Africa la donna \u00e8 perfetta (vedi le madame che spingono le giovani alla prostituzione), ma c\u2019\u00e8 da dire che in nessun\u2019altra zona del mondo la donna rappresenta la spina dorsale produttrice e riproduttrice come in questo continente. Non ci sono quindi dubbi che se si vuole far rinascere e crescere l\u2019Africa, bisogna puntare maggiormente sulle donne. Un metodo che si \u00e8 rivelato di successo \u00e8 il sistema del microcredito.\r\n\r\nTramite la Banca del Microcredito avviata in Burkina Faso, Senengal ed Uganda vengono sostenute ogni anno numerose cooperative femminili per dar loro la possibilit\u00e0 di avviare attivit\u00e0 indipendenti nonostante la risaputa difficolt\u00e0 ad ottenere prestiti in Africa. Solo nel 2010 si sono sostenute 87 associazioni per un totale di 1.475 donne, che hanno avviato vari tipi di attivit\u00e0 (allevamento, vendita del pesce, negozi, etc etc) restituendo quasi in toto tutti i finanziamenti ottenuti.\r\n\r\nIn Kenya invece, attorno ad un progetto idrico che ha portato acqua e lavoro ad oltre 4mila persone permettendo loro di superare l\u2019agricoltura di sussistenza, \u00e8 nata l\u2019organizzazione Meru Herbs. Qui le donne producono e confezionano camomilla, carcad\u00e8 e confetture di frutta esotica.\r\n\r\nAnche in Congo, il sistema del microcredito sta avendo successo e permette alle donne di sentirsi pi\u00f9 importanti all\u2019interno delle loro comunit\u00e0 ora che possono contribuire all\u2019economia familiare. Per questo motivo, tutti \u2013 mariti compresi \u2013 le guardano in modo diverso, come donne \u201cdi valore\u201d. Forse almeno alcuni mariti hanno cominciato a capirne questo valore e rinvestire i guadagni in una capra, una macchina da cucire o attrezzi per coltivare.\r\n\r\nCome dice Elisa Kidane, suora comboniana e scrittrice eritrea, bisognerebbe raccontare le piccole storie che ogni giorno tessono le donne africane attraverso le loro battaglie quotidiane per svegliare in qualche modo il continente dal suo torpore centenario. \u00c8 troppo sbrigativo pubblicare un poster strappalacrime di una madre con il figlio, senza raccontare le faticose battaglie e le piccole vittorie ottenute ogni giorno con caparbiet\u00e0 a pieni scalzi e mani nude.\r\n\r\n\"\"<\/a>\r\n\r\nGiulia\r\n\r\nFonti\r\n\r\nhttp:\/\/www.risonero.com\/2012\/05\/21\/lafrica-e-donna\/<\/a>\r\n\r\nhttp:\/\/www.liberoquotidiano.it\/news\/sostenibilita\/1199509\/Imprese-ed-economia-solidale-per-le-donne-di-Africa–Asia-e-Sudamerica.html<\/a>\r\n\r\nhttp:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2013\/03\/02\/microcredito-le-donne-del-congo-ce-lhanno-fatta\/518081\/<\/a>“}]}[/content-builder]

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