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La mia terza settimana inizia con una sveglia alle 4 per andare a vedere un nostro progetto lontano da Nairobi.

Alle falde del Kilimangiaro. Sì, proprio dove nasce quella canzone che tutti noi, da bambini, cantavamo, o almeno io cantavo. Quella dei Watussi alti alti…

Il nostro mitico driver Giorgino mi porta alla stazione dei bus e invece che infilarmi in un Matato piccolo, veloce e senza dolori, mi mette in un bus grande, pieno di gente, galline, troppo pieno di gente e dolori, lento e puzzolente…

Ma, dopo innumerevoli fermate e venditori di qualsiasi cosa – uova sode, frittelle, bevande fredde, ricariche di cellulari, ventole per farsi aria, coperte, giochi per bambini – arrivo nel paradiso…

Il paradiso si chiama Rombo a qualche km da Oloitoktok.

Il paradiso è la casa di Elaine, una donna scozzese di mezza età che, dopo un viaggio in Africa, ha deciso di fermarsi lì, a Rombo.

No, non cercatelo su Googlemaps, non è segnalato.

A Rombo, Elaine, ha costruito una casa vista Kili e una scuola che accoglie 600 bimbi masai e altre tribù locali.

E cosi la mattina ti svegli – sempre molto presto – e ti affacci sul Kilimangiaro all’alba, spesso velato di una nuvola sottile sottile che lo taglia in due…

Dopo poco ti viene a prende un picki picki (il mototaxi, ndr)… qualcuno in moto che ti porta dove devi andare… io andavo a vedere la nostra scuola dispersa in mezzo alla savana e arrivo in questa scuola fatta di 5 case, 4 che accolgono le classi e una per gli insegnanti…

Non potete immaginare la magia di questo posto… savana piena, cielo limpido, le nuvole che sembrano cosi vicine che alzi le braccia per toccarle, Kili con la punta bianca davanti a noi, 500 bambini che urlano di gioia alzando le mani alla macchina fotografica, guerrieri Masaai che camminano di fianco a te come se fosse normale, maestri che ti accolgono come se fossi li da sempre.

IO RESTO QUI PER SEMPRE

Il perché è molto semplice e ve lo dico subito: perché ogni giorno che passa impari qualcosa di nuovo. Impari.

A dare il meglio di te

A dare senza freni

A dare senza aver paura

A dare senza voler niente in cambio

Ad essere umile, attenta, sensibile, forte, coraggiosa, bambina, adulta, severa, allegra, stanca, triste, felice…

E impari a sentirle davvero tutte queste emozioni, le senti che pulsano dentro alla pancia.

Al ritmo del cuore.

Al ritmo dei bimbi.

Al ritmo dell’Africa.

Che bel ritmo…

Perché qui succede una magia.

Perché nonostante le avversioni, qui, in mezzo agli orfani che hanno la metà di niente, stai bene.

Stai bene dentro.

Ti senti bene.

Ti guardi allo specchio e vedi un’altra te. Quella a cui piace giocare a nascondino.

Una te a cui vuoi bene.

 

Ecco la magia dei bimbi che hanno la metà di niente.

 

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