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Fonte: Vita

38 paesi hanno già raggiunto gli obiettivi internazionali per sconfiggere la fame il cui raggiungimento era stato fissato per il 2015.

«Questi paesi stanno aprendo la strada per un futuro migliore. Sono la prova che con una forte volontà politica, il coordinamento e la cooperazione, è possibile ottenere una riduzione rapida e duratura della fame», ha detto il direttore generale della Food and Agricultural Organization delle Nazioni Unite (FAO), José Graziano da Silva.

A mille giorni dal raggiungimento degli otto target di lotta alla povertà conosciuti come gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG), 38 paesi hanno soddisfatto parte dei primi obiettivi dell’MDG che richiede, entro il 2015, di dimezzare la percentuale delle persone che soffrono la fame.

Di questi, 18 paesi hanno raggiunto il più rigoroso World Food Summit, che ha l’obiettivo di ridurre della metà il numero assoluto di persone denutrite fra 1990-1992 e 2010-2012. I paesi che ce l’hanno fatta sono: Armenia, Azerbaigian, Cuba, Djibouti, Georgia, Ghana, Guyana, Kuwait, Kirghizistan, Nicaragua, Perù, Saint Vincent e Grenadine, Samoa, Sao Tome e Principe, Thailandia, Turkmenistan, Venezuela e Vietnam.

Quelli che, invece, hanno raggiunto solo i primi obiettivi dell’MDG per combattere la fame sono: Algeria, Angola, Bangladesh, Benin, Brasile, Cambogia, Camerun, Cile, Repubblica Dominicana, Isole Figi, Honduras, Indonesia, Giordania, Malawi, Maldive, Niger, Nigeria, Panama , Togo, Uruguay.

Graziano da Silva ha esortato tutti i paesi a mantenere lo slancio, puntando per la completa eradicazione della fame, in linea con il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

In occasione della Conferenza dell’Onu sullo sviluppo sostenibile (Rio +20), che si è svolta in Brasile lo scorso giugno, il segretario ha lanciato la sfida per un futuro in cui ogni individuo abbia una nutrizione adeguata.

Per lui, cinque sono gli obiettivi da raggiungere: fare in modo che tutti nel mondo abbiano accesso a cibo in quantità sufficiente nell’arco di tutto l’anno, permettere la crescita infantile, costruire sistemi alimentari sostenibili, raddoppiare la produttività e il reddito dei piccoli agricoltori, specialmente le donne, ed evitare che il cibo venga perso o sprecato.

«A livello globale, la fame è diminuita nel corso degli ultimi dieci anni, ma 870 milioni di persone sono ancora denutrite, e milioni di altri soffrono le conseguenze di carenze vitaminiche e minerali», ha detto Graziano da Silva. «Dobbiamo continuare i nostri sforzi, fino a quando tutti potranno vivere una vita sana e produttiva» ha concluso.

Il 16 giugno, la FAO ha detto che onorerà i 38 paesi che hanno raggiunto gli obiettivi anti-fame in una cerimonia di alto livello presso la sede di Roma.

Fonte: UN News Centre

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