News e Comunicazioni

Secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Convenzione per l’Eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, le quali prevedono il pieno e libero consenso degli sposi al matrimonio, il matrimonio infantile è grave violazione. Non solo, questa pratica è anche contraria alla Convenzione sui Diritti del Fanciullo, che afferma il diritto dei bambini ad essere protetti da ogni forma di violenza, di maltrattamenti o di sfruttamento. Lo stesso Ban Ki-Moon  ha affermato che “I matrimoni infantili privano le bambine di numerose opportunità, danneggiando la loro salute, aumentando il rischio di subire violenze e abusi e comportando gravidanze precoci e indesiderate, pericolose per la loro stessa vita”.

Nonostante le convenzioni e le dichiarazioni pubbliche, stando al Rapporto del 2012 pubblicato dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA), nel periodo 2000-2011 circa 67 milioni di donne hanno dichiarato di essersi sposate prima dei 18 anni. Tra queste, il 12% ha contratto matrimonio prima dei 15.

Tra i paesi in cui la pratica delle spose bambine è particolarmente diffusa, il podio è tristemente conquistato da Niger (75%), Chad (72%) e Bangladesh (66%).

In modo particolare, con la crisi alimentare che negli ultimi anni sta attanagliando la regione del Sahel nel nord Africa, il fenomeno delle spose bambine in Niger si è aggravato notevolmente. Dato che i genitori hanno necessità di sollevarsi dalla responsabilità di una bocca da sfamare ed incassare la dote il prima possibile, che di solito consiste in una mucca, circa una bambina su due convola a nozze prima di compiere 15 anni, in alcuni casi anche a soli 7 anni, con uomini che hanno generalmente almeno il doppio della loro età se non di più, perdendo completamente sia la loro innocenza che la loro libertà. Inoltre, in media una donna in Niger ha sette figli, ossia il più alto tasso di natalità al mondo, e metà della popolazione del Paese, che dovrebbe aumentare di 17 milioni di abitanti fino a toccare i 59 milioni nel 2050, ha meno di 15 anni.

L’intervento fondamentale per fronteggiare il problema, è garantire strumenti in grado di agire sulla condizione di povertà delle famiglie, che potrebbero in questo modo garantire un’istruzione alle bambine creando così valide alternative al matrimonio forzato. Infine, è necessario agire sulle legislazioni, soprattutto a livello nazionale e sub-nazionale, stabilendo un’età minima per il matrimonio in accordo con le norme internazionali e prevedendo un sistema di registrazione delle nascite e dei matrimoni. Anche Desmond Tutu, presidente di The Elders, ha annunciato un obiettivo molto ambizioso: porre fine a questa pratica entro il 2030.

In ogni caso, se gli interventi non dovessero essere abbastanza efficaci e le cose dovessero andare avanti così, entro il 2020 i matrimoni infantili raggiungeranno i 142 milioni, fino ad arrivare a 151 milioni nel 2030. Questo significa che in futuro, nei paesi in via di sviluppo, si assisterà a un considerevole aumento di questa pratica, delle gravidanze precoci e delle morti per parto che ne conseguono.

Fonti: TmnewsNational Geographic, Panorama

Giulia

[content-builder]{“id”:1,”version”:”1.0.4″,”nextId”:3,”block”:”root”,”layout”:”12″,”childs”:[{“id”:”2″,”block”:”rte”,”content”:”

Secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo e la Convenzione per l\u2019Eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, le quali prevedono il pieno e libero consenso degli sposi al matrimonio, il matrimonio infantile<\/b> \u00e8 grave violazione. Non solo, questa pratica \u00e8 anche contraria alla Convenzione sui Diritti del Fanciullo, che afferma il diritto dei bambini ad essere protetti da ogni forma di violenza, di maltrattamenti o di sfruttamento<\/b>. Lo stesso Ban Ki-Moon<\/b>  ha affermato che \u201cI matrimoni infantili privano le bambine di numerose opportunit\u00e0, danneggiando la loro salute, aumentando il rischio di subire violenze e abusi e comportando gravidanze precoci e indesiderate, pericolose per la loro stessa vita<\/i>\u201d.<\/p>

Nonostante le convenzioni e le dichiarazioni pubbliche, stando al Rapporto del 2012 pubblicato dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA), nel periodo 2000-2011 circa 67 milioni di donne hanno dichiarato di essersi sposate prima dei 18 anni. Tra queste, il 12% ha contratto matrimonio prima dei 15.<\/p>

Tra i paesi in cui la pratica delle spose bambine \u00e8 particolarmente diffusa, il podio \u00e8 tristemente conquistato da Niger (75%)<\/b>, Chad (72%) e Bangladesh (66%).<\/p>

In modo particolare, con la crisi alimentare che negli ultimi anni sta attanagliando la regione del Sahel nel nord Africa, il fenomeno delle spose bambine in Niger si \u00e8 aggravato notevolmente. Dato che i genitori hanno necessit\u00e0 di sollevarsi dalla responsabilit\u00e0 di una bocca da sfamare ed incassare la dote il prima possibile, che di solito consiste in una mucca, circa una bambina su due convola a nozze prima di compiere 15 anni, in alcuni casi anche a soli 7 anni, con uomini che hanno generalmente almeno il doppio della loro et\u00e0 se non di pi\u00f9, perdendo completamente sia la loro innocenza che la loro libert\u00e0. Inoltre, in media una donna in Niger ha sette figli, ossia il pi\u00f9 alto tasso di natalit\u00e0 al mondo, e met\u00e0 della popolazione del Paese, che dovrebbe aumentare di 17 milioni di abitanti fino a toccare i 59 milioni nel 2050, ha meno di 15 anni.<\/p>

L\u2019intervento<\/b> fondamentale per fronteggiare il problema, \u00e8 garantire strumenti in grado di agire sulla condizione di povert\u00e0 delle famiglie, che potrebbero in questo modo garantire un\u2019istruzione alle bambine creando cos\u00ec valide alternative al matrimonio forzato. Infine, \u00e8 necessario agire sulle legislazioni, soprattutto a livello nazionale e sub-nazionale, stabilendo un\u2019et\u00e0 minima per il matrimonio in accordo con le norme internazionali e prevedendo un sistema di registrazione delle nascite e dei matrimoni. Anche Desmond Tutu<\/b>, presidente di The Elders, ha annunciato un obiettivo molto ambizioso: porre fine a questa pratica entro il 2030.<\/p>

In ogni caso, se gli interventi non dovessero essere abbastanza efficaci e le cose dovessero andare avanti cos\u00ec, entro il 2020 i matrimoni infantili raggiungeranno i 142 milioni, fino ad arrivare a 151 milioni nel 2030. Questo significa che in futuro, nei paesi in via di sviluppo, si assister\u00e0 a un considerevole aumento di questa pratica, delle gravidanze precoci e delle morti per parto che ne conseguono.<\/p>

Fonti: Tmnews<\/a>, National Geographic<\/a>, Panorama<\/a><\/p>

Giulia<\/p>“,”class”:””}]}[/content-builder]

Potrebbe anche interessarti

12 dicembre 2019

Il Giving Tuesday e il #RegaloPiùBello

Se ci seguite sui social e se ricevete le nostre comunicazioni, vi sarete imbattuti ultimamente in alcune nostre iniziative di raccolta fondi legate al Giving Tuesday. Ma perché questo martedì … Continua

27 novembre 2019

AIFA

22 Novembre 2019: una Giornata Davvero Speciale!

Nella giornata di venerdì 22 novembre, gli studenti della nostra Alice Italian Food Academy hanno gareggiato per aggiudicarsi il Premio Ricette di Bontà 2019 del Cucchiaio d’Argento e hanno ricevuto … Continua

4 novembre 2019

AIFA

#StorieVere da AIFA: Irene

Le scorse settimane vi abbiamo parlato di due nostri studenti di Alice Italian Food Academy, Brian e Rodgers. Oggi vi presentiamo una ragazza davvero in gamba, che sta stupendo tutti … Continua