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Nonostante i suoi gravi problemi politici, il Kenya produce da sempre un’ottima musica etnica, vivace e variegata, che dagli stili tradizionali arriva fino al pop contemporaneo, come dimostrano le numerose band che animano la scena pop del paese con testi in lingua Luhya, Kikuyu e Kamba.

Ma facciamo un passo indietro. Negli anni ’50 il suono veloce della chitarra sukuti proprio degli altipiani occidentali Luhya, divulgato dalle star keniane George Mukabie e John Mwale, è stato uno degli elementi che maggiormente hanno contribuito a definire il vocabolario ritmico e melodico di molta della musica elettrica successiva. Negli anni ’60 il chitarrista e cantante Luhya Shem Tube e il suo gruppo Abana Ba Nasery (letteralmente “I bambini dell’asilo nido”) registrano alcune innovative hit caratterizzate da chitarre acustiche duellanti, armonie vocali tripartite e squillanti percussioni costruite con bottigliette di Fanta. Successivamente Shem e il suo compagno Justo Osala formano i Les Bunyore, una band elettrica orientata verso le sonorità benga. Dal 1980 invece la maggiore star Luhya è indubbiamente il musicista Sukuma Bin Ongaro   Nel 1991, poi, gli Abana Ba Nasery si riaffacciano sulla scena musicale per registrare un nuovo album made in UK, un disco acustico con musicisti folk che riporta alla ribalta uno stile tutt’altro che dimenticato.

La popolazione del Kenia è suddivisa in più di settanta etnie, tra le quali i Kikuyu della Central Province costituiscono il gruppo più numeroso. Storicamente, però, la loro influenza musicale a malapena scavalca i confini della comunità. Solo nel 1967 il padrino del pop KikuyuJoseph Kamaru   entra in maniera dirompente nella scena musicale keniana con una versione kikuyu del benga che accenna alla musica country. Kamaru si discosta dal genere romantico per concentrarsi in maniera tanto giocosa quanto esplicita sui temi sociali, cantati magistralmente in kikuyu stretto, utilizzando proverbi e metafore. Gli spettacoli di Kamaru, che vengono vietati ai minori, rimangono un attrazione sino al 1993, quando la sua conversione alla chiesa evangelica lo porta a intraprendere una nuova carriera gospel. Le tematiche sociali entrano anche nel repertorio di artisti come Peter Kigia  e i Chania River Boys, mentre le canzoni d’amore di Councilor DK spopolano tra i giovani.

I Kamba sono un altro gruppo etnico che vive sugli aridi altipiani a sud e a est di Nairobi. La loro musica ricorda il benga e la rumba tradizionale, ma la base melodica è del tutto indigena. Negli anni ’70 e ’80, il pubblico kamba ascolta Peter Mwambi e i suoi Kyanganga Boys, e anche i Kilimambogo Brothers di Kakai Kilonzo, che cantano in swahili, riscuotono un grande successo.

Attualmente però, come in altre regioni dell’Africa, le nuove generazioni di musicisti kenioti sono soprattutto influenzate dall’hip hop e dal reggae.

Fonte: National Geographic, youtube

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Nonostante i suoi gravi problemi politici, il Kenya<\/b> produce da sempre un’ottima musica etnica<\/b>, vivace e variegata, che dagli stili tradizionali arriva fino al pop contemporaneo, come dimostrano le numerose band che animano la scena pop del paese con testi in lingua Luhya<\/b>, Kikuyu<\/b> e Kamba<\/b>.<\/p>

Ma facciamo un passo indietro. Negli anni ’50 il suono veloce della chitarra sukuti proprio degli altipiani occidentali Luhya, divulgato dalle star keniane George Mukabie e John Mwale, \u00e8 stato uno degli elementi che maggiormente hanno contribuito a definire il vocabolario ritmico e melodico di molta della musica elettrica successiva. Negli anni ’60 il chitarrista e cantante Luhya Shem Tube e il suo gruppo Abana Ba Nasery<\/a> (letteralmente \”I bambini dell’asilo nido\”) registrano alcune innovative hit caratterizzate da chitarre acustiche duellanti, armonie vocali tripartite e squillanti percussioni costruite con bottigliette di Fanta. Successivamente Shem e il suo compagno Justo Osala formano i Les Bunyore, una band elettrica orientata verso le sonorit\u00e0 benga. Dal 1980 invece la maggiore star Luhya \u00e8 indubbiamente il musicista Sukuma Bin Ongaro<\/a>   Nel 1991, poi, gli Abana Ba Nasery si riaffacciano sulla scena musicale per registrare un nuovo album made in UK, un disco acustico con musicisti folk che riporta alla ribalta uno stile tutt’altro che dimenticato.<\/p>

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I Kamba sono un altro gruppo etnico che vive sugli aridi altipiani a sud e a est di Nairobi<\/b>. La loro musica ricorda il benga e la rumba tradizionale, ma la base melodica \u00e8 del tutto indigena. Negli anni ’70 e ’80, il pubblico kamba ascolta Peter Mwambi e i suoi Kyanganga Boys, e anche i Kilimambogo Brothers di Kakai Kilonzo, che cantano in swahili, riscuotono un grande successo.<\/p>

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Fonte: National Geographic<\/a>, youtube<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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