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Negli anni novanta era immigrato in Italia per sfuggire alla guerra civile che stava devastando il suo Paese. Ora, Peter Bayuku Konteh è diventato ministro del Turismo e dei beni culturali della Sierra Leone. In Italia Peter era un immigrato completamente integrato. Arrivato a Roma grazie ad una borsa di studio, in pochi anni si era laureato in Filosofia e Scienze sociali all’Università Gregoriana. Sposato con un italiana aveva trovato lavoro a Milano in una multinazionale delle telecomunicazioni. Ma non voleva rimanere lontano dall’Africa per sempre.

La Sierra Leone occupa uno degli ultimi posti delle classifiche mondiali dello sviluppo. Peter voleva fare qualcosa di utile per la sua gente. “Il mio Paese ha sofferto troppo – dice: – morte, distruzione, migliaia di persone a cui sono stati amputati gli arti e una miriade di bambini soldato. Bisognava ricostruire non solo in termini materiali. Si trattava di ridare un po’ di speranza alla gente.” Peter ha cominciato portando aiuti materiali, facendo la spola tra l’Italia e la Sierra Leone. Nel 2008 è rientrato definitivamente e si è fatto tentare dalla politica. Sì è candidato come governatore della sua regione, Koinadugu, una delle più povere del Paese, ottenendo una vittoria “plebiscitaria”. Nei quattro anni di mandato molto è stato l’impegno e i risultati ottenuti. Per questo il presidente rieletto della Sierra Leone, Ernest Bay Koroma, lo ha voluto tra i suoi ministri. 

Ora Peter Bayuku Konteh ha un obiettivo ambizioso: cambiare l’immagine della Sierra Leone per rilanciare il turismo. “Si tratta di ricostruire le infrastrutture turistiche distrutte durante la guerra e di formare il personale locale per attrarre i turisti dice. – Questa potrebbe essere anche una strada per promuovere l’impegno giovanile. I ragazzi della Sierra Leone meritano di avere una chance per costruirsi un futuro. Ce la possono fare. La mia storia personale lo dimostra“.

Fonte: Redattore Sociale 

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Fonte: Redattore Sociale<\/a> <\/span><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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