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Oumou Sy è una stilista autodidatta senegalese da seguire sia per il suo lavoro interessante, colorato e attento alle necessità della popolazione locale, sia per la sua storia di successo.

Già  a soli 13 anni lascia il villaggio di Podor, al confine tra Senegal e Mauritania, sulle rive del fiume Senegal per aprire il suo primo atelier; da allora l’ascesa di questa donna coraggiosa, soprannominata ’la gazzella’ per via del suo aspetto esile è stata inarrestabile. Oggi Oumou Sy è tra le stiliste preferite da attori, registi e musicisti del suo paese e di tutta l’Africa Settentrionale come ad esempio Youssou N’Dour e Baaba Maal.

Nel 1990, fonda “Leydi”, un atelier di stilismo e formazione, nel cuore della Medina, il più l’antico e suggestivo quartiere di Dakar in cui insegna tutte le tecniche creative di bellezza e moda dalla creazione di abiti e gioielli alla stampa e tintura dei tessuti sino ai segreti per un’acconciatura con le tipiche trecce nordafricane. L’Istituto di Belle Arti ospita le sue lezioni di moda. Nel 1996, apre coraggiosamente le porte del “Metissacana”, uno spazio in cui artisti e letterati possono incontrarsi, bere e mangiare ottima cucina e arricchire la propria vena creativa anche con internet. Infatti, Metissacana non solo è il primo cyberg cafè di Dakar, ma anche spazio in cui si svolgono le sfilate della SIMOD la settimana senegalese della.

Ma Oumou Sy non è la sola artista fashion di famiglia. Oltra al marito, Michel Mavros, un produttore cinematografico francese ora suo manager, tre dei suoi cinque figli si occupano di moda e tendenze.

La sua collezione simbolo, dedicata ai re alle regine del Senegal, è una collezione itinerante che nel 2000 è stata esposta all’Expo di Hannover, in rappresentanza dell’Africa e da cui verrà fuori un libro, testimonianza cartacea della creatività della stilista. 

Creatività che si manifesta in primis con i colori allegri, esuberanti e accesi della sua terra, quali rossi, ocra e bruciati. Dite addio alla tinta unita. Impossibile dimenticare i tessuti, semplici cotoni o preziose sete, magari mescolate con rafia e taffetà o lino, cuciti, tagliati o annodati con estro, sul seno, in vita o sui fianchi in giochi di eccezionali sovrapposizioni, con quel tocco esotico che incanta l’Occidente.

Ma Oumou Sy non è conosciuta soltanto per le sue meravigliose collezioni, ma anche per il suo impegno sociale d economico. Infatti, a causa delle scarse opportunità del pubblico africano di accedere alla moda prêt-à-porter africana, le persone seguono le mode occidentali e spesso indossano i capi di seconda mano in buone condizioni che si trovano ovunque nei mercati del continente. Quindi, creando la sua etichetta Made in Africa che crea modelli prêt-à-porter a prezzi accessibili anche in Africa, offre la possibilità alle popolazioni locali di indossare lo stile africano.

Fonti: Saharanvibe, Stile.it

Giulia

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Nel 1990, fonda \u201cLeydi<\/i>\u201d, un atelier di stilismo e formazione, nel cuore della Medina, il pi\u00f9 l\u2019antico e suggestivo quartiere di Dakar<\/b> in cui insegna tutte le tecniche creative di bellezza e moda dalla creazione di abiti e gioielli alla stampa e tintura dei tessuti sino ai segreti per un\u2019acconciatura con le tipiche trecce nordafricane. L\u2019Istituto di Belle Arti ospita le sue lezioni di moda. Nel 1996, apre coraggiosamente le porte del \u201cMetissacana<\/i>\u201d, uno spazio in cui artisti e letterati possono incontrarsi, bere e mangiare ottima cucina e arricchire la propria vena creativa anche con internet. Infatti, Metissacana non solo \u00e8 il primo cyberg caf\u00e8 di Dakar, ma anche spazio in cui si svolgono le sfilate della SIMOD la settimana senegalese della.<\/p>

Ma Oumou Sy non \u00e8 la sola artista fashion di famiglia. Oltra al marito, Michel Mavros, un produttore cinematografico francese ora suo manager, tre dei suoi cinque figli si occupano di moda e tendenze.<\/p>

La sua collezione simbolo<\/b>, dedicata ai re alle regine del Senegal, \u00e8 una collezione itinerante che nel 2000 \u00e8 stata esposta all\u2019Expo di Hannover, in rappresentanza dell\u2019Africa e da cui verr\u00e0 fuori un libro, testimonianza cartacea della creativit\u00e0 della stilista. <\/p>

Creativit\u00e0 che si manifesta in primis con i colori allegri, esuberanti e accesi della sua terra, quali rossi, ocra e bruciati. Dite addio alla tinta unita. Impossibile dimenticare i tessuti, semplici cotoni o preziose sete, magari mescolate con rafia e taffet\u00e0 o lino, cuciti, tagliati o annodati con estro, sul seno, in vita o sui fianchi in giochi di eccezionali sovrapposizioni, con quel tocco esotico che incanta l\u2019Occidente.<\/p>

Ma Oumou Sy non \u00e8 conosciuta soltanto per le sue meravigliose collezioni, ma anche per il suo impegno sociale d economico<\/b>. Infatti, a causa delle scarse opportunit\u00e0 del pubblico africano di accedere alla moda pr\u00eat-\u00e0-porter africana, le persone seguono le mode occidentali e spesso indossano i capi di seconda mano in buone condizioni che si trovano ovunque nei mercati del continente. Quindi, creando la sua etichetta Made in Africa che crea modelli pr\u00eat-\u00e0-porter a prezzi accessibili anche in Africa, offre la possibilit\u00e0 alle popolazioni locali di indossare lo stile africano.<\/p>

Fonti: Saharanvibe<\/a>, Stile.it<\/a><\/p>

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