News e Comunicazioni

Sabato 21 Settembre all’ora di pranzo un gruppo di uomini armati ha infatti aperto il fuoco e lanciato bombe a mano nell’affollato Westgate Mall di Nairobi, in Kenya, frequentato anche dagli stranieri. Da allora la battaglia va avanti e gli assalitori sono ancora asserragliati nella struttura. Del commando fanno parte anche donne: lo ha detto il presidente kenyota Kenyatta, spiegando che si cerca di identificare gli attentatori, nonostante l’attacco sia stato rivendicato dagli Shabaab somali. Un testimone italiano scampato alla strage ha confermato la presenza di donne nel commando: “Sono tre, armate fino ai denti”. Kenyatta ha aggiunto che a Nairobi è in corso “una guerra internazionale e dobbiamo unirci e lavorare insieme per battere i codardi. Puniremo chi ha ordito questo attacco in modo molto severo“. Dalla sera scorsa, le forze di sicurezza hanno iniziato l’attacco finale agli assalitori del centro commerciale di Nairobi e hanno preso il controllo della maggior parte del complesso. Nessun altro dettaglio è stato fornito in merito alle operazioni che sono ancora in corso. 

Il numero delle vittime non è ancora definitivo, il conto aumenta di ora in ora, a questa mattina  si è fermato a 68, dopo il ritrovamento di altri 9 corpi, e 175 feriti. Ma ci sono anche 49 dispersi, secondo la Croce rossa del Kenya. Il viceministro degli Esteri italiano Marta Dassù ha riferito che sono 13 i cittadini italiani coinvolti direttamente nell’attacco ma “ora tutti in salvo” ora.

Il gruppo di terroristi è ancora asserragliato all’interno del centro commerciale e controllano i piani superiori del palazzo mentre le forze di sicurezza kenyote controllano primo e secondo piano.

Ma chi sono i terroristi? Il nome del gruppo – Al-Shaab – significa ‘Gioventù araba’, un tempo era l’ala giovane di una cellula di estremisti islamici che controllano alcune zone della Somalia dove il governo centrale non riesce ad arrivare. Il gruppo però non è estraneo agli attacchi terroristici. Nel luglio del 2010 compirono una sanguinosa vendetta a Kampala, in Uganda per la presenza di truppe ugandesi in sul territorio somalo. A rendere il Kenya un possibile obiettivo privilegiato del terrorismo islamista è anche la presenza a Nairobi di molti uffici ONU e di organizzazioni internazionali che operano in Africa orientale. Va ricordato che il Kenya, insieme alla Tanzania, fu teatro dei sanguinosi attacchi del 7 agosto 1998 alle ambasciate USA di Nairobi e Dar es Salaam. Inoltre, si pensa che sia stato scelto il Westgate Mall per la risonanza emotiva che avrebbe generato essendo un luogo frequentato da civili e molto occidentali.

Il presidente Kenyatta, che ha perso alcuni famigliari stretti nell’attacco, ha inoltre aggiunto “abbiamo già superato attacchi terroristici in passato. Li sconfiggeremo di nuovo.” Williamo Ruto da la Corte Internazionale di Giustizia ha rilasciato che “questo è l’11 settembre del Kenya”.

Fonti: Corriere della SeraThe TelegraphTime   

Giulia

[content-builder]{“id”:1,”version”:”1.0.4″,”nextId”:3,”block”:”root”,”layout”:”12″,”childs”:[{“id”:”2″,”block”:”rte”,”content”:”

Sabato 21 Settembre<\/b> all’ora di pranzo un gruppo di uomini armati ha infatti aperto il fuoco e lanciato bombe a mano nell’affollato Westgate Mall<\/b> di Nairobi, in Kenya, frequentato anche dagli stranieri. Da allora la battaglia va avanti e gli assalitori sono ancora asserragliati nella struttura. Del commando fanno parte anche donne: lo ha detto il presidente kenyota Kenyatta, spiegando che si cerca di identificare gli attentatori, nonostante l’attacco sia stato rivendicato dagli Shabaab somali. Un testimone italiano scampato alla strage ha confermato la presenza di donne nel commando: \u201cSono tre, armate fino ai denti<\/i>\u201d. Kenyatta<\/b> ha aggiunto che a Nairobi \u00e8 in corso \”una guerra internazionale e dobbiamo unirci e lavorare insieme per battere i codardi. Puniremo chi ha ordito questo attacco in modo molto severo<\/i>\”. Dalla sera scorsa, le forze di sicurezza hanno iniziato l’attacco finale agli assalitori del centro commerciale di Nairobi e hanno preso il controllo della maggior parte del complesso. Nessun altro dettaglio \u00e8 stato fornito in merito alle operazioni che sono ancora in corso. <\/p>

Il numero delle vittime<\/b> non \u00e8 ancora definitivo, il conto aumenta di ora in ora, a questa mattina  si \u00e8 fermato a 68, dopo il ritrovamento di altri 9 corpi, e 175 feriti. Ma ci sono anche 49 dispersi, secondo la Croce rossa del Kenya. Il viceministro degli Esteri italiano Marta Dass\u00f9<\/b> ha riferito che sono 13 i cittadini italiani coinvolti direttamente nell’attacco ma \u201cora tutti in salvo<\/i>\u201d ora.<\/p>

Il gruppo di terroristi \u00e8 ancora asserragliato all\u2019interno del centro commerciale e controllano i piani superiori del palazzo mentre le forze di sicurezza kenyote controllano primo e secondo piano.<\/p>

Ma chi sono i terroristi? Il nome del gruppo \u2013 Al-Shaab<\/b> \u2013 significa ‘Giovent\u00f9 araba’, un tempo era l\u2019ala giovane di una cellula di estremisti islamici che controllano alcune zone della Somalia dove il governo centrale non riesce ad arrivare. Il gruppo per\u00f2 non \u00e8 estraneo agli attacchi terroristici. Nel luglio del 2010 compirono una sanguinosa vendetta a Kampala, in Uganda per la presenza di truppe ugandesi in sul territorio somalo. A rendere il Kenya un possibile obiettivo privilegiato del terrorismo islamista \u00e8 anche la presenza a Nairobi di molti uffici ONU e di organizzazioni internazionali che operano in Africa orientale. Va ricordato che il Kenya, insieme alla Tanzania, fu teatro dei sanguinosi attacchi del 7 agosto 1998 alle ambasciate USA di Nairobi e Dar es Salaam. Inoltre, si pensa che sia stato scelto il Westgate Mall per la risonanza emotiva che avrebbe generato essendo un luogo frequentato da civili e molto occidentali.<\/p>

Il presidente Kenyatta, che ha perso alcuni famigliari stretti nell\u2019attacco, ha inoltre aggiunto \u201cabbiamo gi\u00e0 superato attacchi terroristici in passato. Li sconfiggeremo di nuovo.<\/i>\u201d Williamo Ruto<\/b> da la Corte Internazionale di Giustizia ha rilasciato che \u201cquesto \u00e8 l\u201911 settembre del Kenya<\/i>\u201d.<\/p>

Fonti: Corriere della Sera<\/a>, The Telegraph<\/a>, Time<\/a>   <\/p>

Giulia<\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

Potrebbe anche interessarti

2 luglio 2020

Volontariato a Distanza

Fin dall’inizio della nostra esperienza di cooperazione e sviluppo in Kenya, abbiamo promosso un programma di volontariato internazionale per tutti coloro che vogliono dare una mano e fare un’esperienza davvero … Continua

25 giugno 2020

Diari dei volontari, Diari di viaggio

Gianluca e la sua esperienza come volontario

Ci sarebbe piaciuto rivederlo di persona, ma è stato comunque piacevole parlare via Skype con Gianluca, un ragazzo toscano di 40 anni partito con noi la scorsa estate per Nairobi. … Continua

16 giugno 2020

16 giugno 1976: gli Scontri di Soweto

Nel 1975, il Sud Africa stava vivendo gli anni della segregazione razziale, meglio nota come Apartheid. Nelson Mandela era in carcere da quasi dieci anni e da tempo ogni tentativo … Continua

× Come possiamo aiutarti?