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Il 2015 è sempre più vicino e nell’ottica dei Millennium Development Goals il monitoraggio del progresso dell’Africa è fondamentale. Secondo la visione d’insieme dell’ African Development Bank Group, il continente africano è la seconda regione al mondo per crescita; Burkina Faso, Mozambico e Namibia rappresentano i best performers per i sostanziali miglioramenti che hanno raggiunto rispetto alle loro condizioni iniziali. In ogni caso, molte rimangono le sfide che deve affrontare e vincere, in particolare trasformare la crescita economica in decenti opportunità di lavoro, migliorare i servizi e minimizzare le disparità.

Inoltre, nonostante il quadro generale sia promettente, il raggiungimento del Quarto obiettivo: riduzione di due terzi del tasso di mortalità infantile, rimane ancora molto critico. Infatti, il tasso cresce regolarmente, ma è troppo lento: tra 1990 e 2011 è cresciuto soltanto del 2.2% l’anno. Il principale indicatore del raggiungimento dell’obiettivo è rappresentato dal tasso di mortalità infantile entro i cinque anni. Con il decesso di 1 bambino su 9 prima del compimento dei cinque anni, l’Africa detiene un triste primato che è circa il doppio rispetto al Sud-Est asiatico e circa 16 volte rispetto ai paesi industrializzati. Dunque, se l’Africa non accelera uniformemente la riduzione della mortalità infantile, non raggiungerà l’obiettivo entro il 2015. Infatti, finora solo il Nord Africa ha raggiunto e in alcuni casi anche sorpassato l’obiettivo, mentre il resto del continente – Kenya incluso – ha molte difficoltà.

I fattori che hanno inciso principalmente su lento progresso sono l’inadeguatezza dei servizi sanitari (strutture e personale) e le condizioni di vita nelle quali la maggior parte della popolazione vive (educazione, igiene). Se la qualità delle strutture sanitarie, la promozione e l’accesso alla prevenzione di base (vaccini) così come i servizi pubblici migliorassero, si potrebbe immunizzare una larga fetta di bambini contro malattie prevenibili (morbillo, meningite, tetano etc.) e ridurre la quantità di decessi infantili dovuti in maggioranza alla qualità dell’acqua (dissenteria). Queste misure però dovrebbero essere attuate subito in maniera costante e uniforme da ogni governo africano.

Fonte: African Development Bank Group

Giulia

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Inoltre, nonostante il quadro generale sia promettente, il raggiungimento del Quarto obiettivo: riduzione di due terzi del tasso di mortalit\u00e0 infantile<\/b>, rimane ancora molto critico. Infatti, il tasso cresce regolarmente, ma \u00e8 troppo lento: tra 1990 e 2011 \u00e8 cresciuto soltanto del 2.2% l\u2019anno. Il principale indicatore del raggiungimento dell\u2019obiettivo \u00e8 rappresentato dal tasso di mortalit\u00e0 infantile entro i cinque anni. Con il decesso di 1 bambino su 9 prima del compimento dei cinque anni, l\u2019Africa detiene un triste primato che \u00e8 circa il doppio rispetto al Sud-Est asiatico e circa 16 volte rispetto ai paesi industrializzati. Dunque, se l\u2019Africa non accelera uniformemente la riduzione della mortalit\u00e0 infantile, non raggiunger\u00e0 l\u2019obiettivo entro il 2015. Infatti, finora solo il Nord Africa ha raggiunto e in alcuni casi anche sorpassato l\u2019obiettivo, mentre il resto del continente \u2013 Kenya<\/b> incluso \u2013 ha molte difficolt\u00e0.<\/p>

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Fonte: African Development Bank Group<\/a><\/p>

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