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In questo documentato exposé, Michela Wrong – giornalista e corrispondente estera britannica – racconta la storia di John Githongo, un giornalista e attivista sociale kenyota che nel 2002 fu chiamato a ricoprire un’importante carica nel dipartimento anti-corruzione dell’allora emergente governo Kibaki. Durante l’incarico, Githongo portò alla luce prove di radicate forme di corruzione presenti ai livelli più alti del governo. Il caso sicuramente più noto è lo scandalo dell’Anglo Leasing and Finance Ldt. la quale nel 2003-04 ricevette pagamenti pari al 16% delle spese pubbliche kenyote che sarebbero bastati per una fornitura decennale di antivirali ad ogni cittadino affetto da HIV/AIDS .

Si discute anche il ruolo dell’etnicità all’interno della politica nazionale. Githongo, un Kikuyo, era convinto che si dovesse cambiare la mentalità del “è il nostro momento di mangiare” tipica della sua stessa tribù. I Kikuyo, infatti, fecero di tutto affinché dopo Daniel arap Moi, un Kalenjin, fosse rieletto un Kikuyo e tornare a fare la ‘bella vita’ con i soldi pubblici.

Nel mezzo della critica alle istituzioni internazionali per come hanno affrontato il problema della corruzione in Kenya, l’autrice elogia il discorso che l’Alto Commissario Britannico in Kenya, Clay, tenne in occasione del passaggio di consegna tra Moi e Kibaki, “[…] non possono aspettarsi che non ci preoccupiamo quando la loro ingordigia si ritorca contro di noi e vomitino sulle nostre scarpe.

In generale, Wrong paragona la corruzione kenyota a un’immensa discarica che è crescita a dismisura negli anni “i cui strati variano per consistenza, ma comunque puzza tutta allo stesso modo.” È un libro che comunica più di quanto il titolo suggerisca, e non tratta semplicemente di una ‘talpa’ – Githongo – ma dell’intero Kenya e sarebbe potuto essere scritto ovunque dove la corruzione è endemica e i presidenti hanno fatto di tutto per centralizzare il potere nelle loro mani.

Fonte: The Guardian

Giulia

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Fonte: The Guardian<\/a><\/p>

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