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L’1 dicembre, tutto il mondo, attraverso manifestazioni, convegni e altre iniziative, si è fermato a riflettere sull’AIDS, affinché i successi registrati in campo medico non facciano abbassare la guardia sulla prevenzione dei comportamenti a rischio, soprattutto nella popolazione generale e tra i giovani. 

Nell’Africa sub-Sahariana, dove l’AIDS è ancora la prima causa di morte – le nuove infezioni sono calate del 50% ed è aumentato del 63% il numero di persone che possono accedere alla terapia antiretrovirale. L’incidenza dell’infezione sui bambini, a livello mondiale, è calata del 50% grazie ai programmi di prevenzione verticale madre-figlio. In particolare in 6 Paesi dell’Africa sub-Sahariana – Burundi, Kenya, Namibia, Sudafrica, Togo e Zambia – tale numero è diminuito del 40% tra il 2009 e il 2011.

Senza dubbio si tratta di progressi estremamente incoraggianti anche nell’ottica degli MDG (Millennium Development Goals). Tuttavia non possiamo dimenticare che ci sono ancora più di 6.300 nuove infezioni al giorno. La ricerca continua a lavorare. L’obiettivo più ambizioso è da sempre quello di trovare una cura definitiva per l’infezione per eliminare il virus dall’organismo e noi speriamo succeda presto. Le medicine però non bastano: l’informazione resta lo strumento più importante per prevenire e per curare.

Noi ad Alice Village, grazie alle nostre volontarie Marta e Matilde, abbiamo avviato il progetto SDREMC. Lo scopo principale del progetto è aumentare la conoscenza e sensibilizzare riguardo al tema di HIV/AIDS al fine di ridurre la discriminazione delle persone affette e proteggere coloro che non ne sono affetti. Il nostro motto è “Fight Illness Not People“.

Fonte: ILO

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Fonte: ILO<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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