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L’ex vicepresidente del Sud Sudan, Riek Machar, ha dichiarato di volere essere il prossimo leader del paese e ha chiesto al presidente Salva Kiir di dimettersi. Machar continua a respingere le accuse di aver organizzato un colpo di stato e risponde sostenendo che la responsabilità dell’ondata di violenze è di Kiir, che ha messo in atto un’epurazione dei suoi rivali.

Intanto la città di Bentiu è ormai fuori dal controllo delle forze governative: secondo un portavoce delle Nazioni Unite la capitale dell’Unity State, una delle regioni petrolifere del paese, è nelle mani dei ribelli. Il governo progetta un’operazione militare per riconquistare la città.

E anche le forze dell’Onu sono diventate un bersaglio dei ribelli. Aerei ed elicotteri impegnati a portare aiuti e a portare in salvo i civili dalla città di Bor, la roccaforte di Machar, sono presi di mira. il 22 dicembre è stato gravemente danneggiato un elicottero e il 23 dicembre è stato colpito un aereo da trasporto militare statunitense: quattro militari sono rimasti feriti.

Fonte: Internazionale

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Fonte: Internazionale<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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