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Nel 2003, le Nazioni Unite hanno designato il 6 febbraio per la Giornata internazionale della Tolleranza Zero Contro la Mutilazione Genitale Femminile (MGF) per diffondere maggiore consapevolezza su tale tradizione che viola i diritti umani di quasi 140milioni di donne e bambine nel mondo. Nel Dicembre del 2012, L’adozione della Risoluzione per un bando universale delle MGF da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, rappresenta un ulteriore passo nella giusta direzione. Ma non è soltanto in Africa e in Medio Oriente che bambine e donne vengono sottoposte a questa tortura. Si calcola che in Europa ci siano più di 500mila bambine e donne (35mila in Italia) che sono state sottoposte a tale pratica. Quest’anno a Firenze si tiene un convegno e una campagna per sostenere progetti di micro-credito a sostegno di ex mutilatrici. In Toscana sono 27mila gli immigrati provenienti dai 28 paesi a rischio.

In Kenya, la pratica della MGF è riconosciuta come una fondamentale violazione dei diritti delle donne e bambine dal Governo. Il Children’s Act del 2001 proibisce che le bambine sotto i 18anni di età vengano mutilate, purtroppo però non essendo stato particolarmente pubblicizzato, l’impatto dell’Act è stato molto limitato. Inoltre, il Kenya Demographic and Health Survey (KDHS) indica che le donne che vivono nelle zone rurali sono più propense ad essere circoncise rispetto alle donne che vivono nelle zone metropolitane a causa di un livello minore di educazione. Si è anche riscontrato che la concentrazione maggiore si ritrova nella zona Nord-Est del paese vicino al confine con la Somalia dove la pratica colpisce il 98% della popolazione femminile. La caratteristica che accomuna tutti è il senso di rituale passaggio verso l’età adulta.

Ci sono però anche buone notizie. Di recente in Kenya gli uomini hanno cominciato a dichiararsi contrari alla pratica compresi membri delle comunità Mussulmane: “Ci hanno fatto credere che la MGF fosse una pratica imposta dal Profeta e che per questo la si dovesse seguire, ma tutti i leader spirituali del Nord del Kenya continuano a dirci che non è vero. E quindi perché dovrei supportarla se non è un comandamento del Profeta?

Fonti: ONU Italia , UNFPA , IPS News , Corriere.it , MGF Toscana

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In Kenya<\/b>, la pratica della MGF \u00e8 riconosciuta come una fondamentale violazione dei diritti delle donne e bambine dal Governo. Il Children\u2019s Act del 2001<\/b> proibisce che le bambine sotto i 18anni di et\u00e0 vengano mutilate, purtroppo per\u00f2 non essendo stato particolarmente pubblicizzato, l\u2019impatto dell\u2019Act \u00e8 stato molto limitato. Inoltre, il Kenya Demographic and Health Survey (KDHS)<\/b> indica che le donne che vivono nelle zone rurali sono pi\u00f9 propense ad essere circoncise rispetto alle donne che vivono nelle zone metropolitane a causa di un livello minore di educazione. Si \u00e8 anche riscontrato che la concentrazione maggiore si ritrova nella zona Nord-Est del paese vicino al confine con la Somalia dove la pratica colpisce il 98% della popolazione femminile. La caratteristica che accomuna tutti \u00e8 il senso di rituale passaggio verso l\u2019et\u00e0 adulta.<\/p>

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Fonti: ONU Italia<\/a> , UNFPA<\/a> , IPS News<\/a> , Corriere.it<\/a> , MGF Toscana<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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