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Aspettando L’inizio della mostra fotografica del nostro ex volontario Max dal titolo Mal(i) d’Africa Viaggio Fotografico Attraverso i due volti del Kenya”, vorremmo raccontarvi una parte significativa del contesto nel quale le foto sono state scattate e nel quale il programma Alice for Children opera.

Essere un residente in uno slum di Nairobi, Kenya formalmente significa essere esattamente come gli altri abitanti della capitale kenyota, per poi però essere escluso dal  bilancio e dai progetti delle città. Secondo il diritto internazionale gli sgomberi forzati sono illegittimi, dunque le persone che vivono in insediamenti abitativi precari dovrebbero avere diritto a un alloggio adeguato, all’acqua, ai servizi igienici, all’istruzione e all’assistenza sanitaria, esattamente come tutti gli altri, ma poi nella pratica, valgono meno di un pezzo di plastica trovato nella discarica di Dandora.

A prova dello scarso valore dato ai residenti di queste aree urbane, già da maggio 2013 nello slum di Kibera,  le autorità del governo regionale hanno deciso di portare avanti senza il dovuto preavviso o la garanzia di assistenza legale, sgomberi forzati per allargare la sede della ferrovia che attraversa proprio la baraccopoli, che ospita non meno di 200mila persone, che si ritroverebbero dall’oggi al domani indigenti e senza un’alternativa abitativa praticabile. Anche Amnesty International sottolinea: “Ogni persona ha diritto a un alloggio adeguato, che significa non solo un tetto sulla testa ma il diritto a vivere in un luogo in sicurezza, pace e dignità. Tutti i governi hanno l’obbligo di rispettare, proteggere e realizzare questo diritto e non devono compiere i ‘cinque passi’ che comportano uno sgombero forzato.

I ‘Cinque Passi’ nello specifico sono: 1) dite loro che se ne devono andare subito; 2) Fate finta che le case non valgano nulla; 3) Minacciateli; 4) Attaccateli; 5) Portateli in un posto lontano.

E’ chiaro che dietro queste azioni di devastazione tollerate e protette dalla polizia ci sono le mire degli speculatori edilizi che scacciano i poveri dalle aree dove vogliono realizzare condomini e centri commerciali per l’emergente classe media kenyota.

Fonti: Repubblica.itGreen Report

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Fonti: Repubblica.it<\/a>, Green Report<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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