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Da quando nel febbraio 2010 Shujaaz (Eroi – ndr.) iniziò le pubblicazioni a Nairobi, i suoi personaggi sono diventati dei veri e propri eroi tra i giovani della capitale e di gran parte del Kenya. Scritto in lingua sheng, uno slang frutto dalla fusione tra inglese, swahili e altre parole in alcune lingue locali, usatissimo tra gli adolescenti di Nairobi.

Il fumetto, distribuito mensilmente e gratuitamente con un quotidiano (si parla di milioni di copie) disegnato da giovani artisti della capitale (Eric Muthoga, Naddya Oluoch-Olunya, Salim Busuru, Daniel Muli, Movin Were e Joe Barase) si pone l’obiettivo di far riflettere e di ispirare le giovani generazioni. Attraverso quattro personaggi, Boyie (un tecnico del suono di giorno e un DJ notturno che mette su una radio pirata, Shujazz FM che parla ai ragazzi e che resta anonimo), Maria Kim (giovane, bella e intelligente, cresce il fratellino dopo la morte dei genitori e lotta contro l’ingiustizia e la corruzione) Malkia (una giovane che vive sulla costa e che è molto attiva nella scuola e con gli studenti) e Charlie Pele  (un fanatico del calcio che lotta con il padre che non capisce la sua passione), il fumetto vuole puntare il dito contro la disonestà, contro la classe politica ipocrita, ma anche contro la chiesa e le grandi organizzazioni internazionali.

Lo fa in un modo energico, giovane e divertente. Soprattutto in modo innovativo: la radio, con la voce di DJ Boyie, è realmente ascoltabile, con giochi, idee e discussioni. Si calcola che la metà dei giovani trai 18 e i 24 anni di Nairobi ascolti il breve programma (dura 5 minuti) di DJ Boyle. Vi è poi il profilo facebook, quello twitter e tutte le connessioni ai più comuni social networks. Shujazz non è solo un fumetto, ma una forma di comunicazione a tutto campo, capace di stimolare le giuste corde dei giovani di Nairobi e di influenzare, in senso positivo e costruttivo, le loro idee e le loro scelte.

Fonti: SancaraShujaaz

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Fonti: Sancara<\/a>, Shujaaz<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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