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Oggi si celebra la Giornata mondiale dell’acqua, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, per sensibilizzare Stati membri e popolazioni alla salvaguardia delle risorse idriche minacciate da inquinamento e sprechi. Una preoccupazione più che fondata giacché, secondo i dati diffusi dal World Watch Institute, circa 1.2 miliardi di persone, quasi un quinto del mondo vive in aree di scarsità fisica di acqua, mentre un altro 1,6 miliardi deve confrontarsi con la difficoltà di approvvigionarsi di acqua a costi flessibili. Una situazione che è destinata ad aggravarsi, a causa della crescita della popolazione, e le conseguenze del cambiamento climatico, la mancanza di investimenti e la scarsa gestione delle risorse. Si stima che entro il 2025 la popolazione in regioni con assoluta scarsità d’acqua sarà di 1,8 miliardi di persone, mentre vivrà in una situazione di stress idrico quasi la metà della popolazione mondiale che nel frattempo avrà raggiunto quota 9,1 miliardi, mettendo a dura prova risorse idriche, alimentari, energetiche ed industriali.

Nelle scorse settimane vi abbiamo parlato (qui) della situazione idrica in Kenya e di come è destinata a peggiorare con l’aumento della popolazione se le istituzioni locali non implementano misure di gestione delle risorse più efficaci e aperte a tutti gli abitanti, anche ai più poveri residenti degli slum dove gli allacciamenti d’acqua potabile sono inesistenti e le uniche sorgenti sono fortemente inquinate a causa dei rifiuti che vi vengono riversati dentro (qui).

Cerchiamo di non scordare che senza acqua non c’è vita e che tutti noi, indistintamente dalla zona del mondo nella quale siamo nati e nella quale viviamo, abbiamo il diritto di accedere sempre ad una fonte d’acqua potabile per dissetarci, idratarci e per svolgere attività legate al nostro sostentamento.

Fonte: Panorama

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Fonte: Panorama<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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