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Wangari Maathai, una delle donne kenyote più conosciute al mondo per il suo impegno e attivismo ambientale, è venuta a mancare nel 2011 a causa di un tumore alle ovaie, oggi ricorrerebbe il suo compleanno. Ma chi era?

Non era semplicemente ambientalista o “una donna che piantava alberi”, il suo attivismo era parte di un approccio olistico per dare potere alle donne, sostenendo la democrazia e proteggendo la terra. Affermava che le donne hanno una connessione unica con l’ambiente e che le violazioni dei diritti umani delle donne accentuano il degrado ambientale. Per questo Maathai ha fondato il Green Belt Movement durante l’Earth Day 1977, lanciando una campagna per rimboschire il Kenya, con la speranza di bloccare l’erosione del suolo e di fornire una fonte di legname per le case e di legna per cucinare. Tramite questa campagna, ha incoraggiato i contadini, di cui il 70% donne, a piantate delle cinture verdi (Green Belts – ) di protezione per bloccare l’erosione del suolo, fornire ombra, ed essere una fonte di legname e combustibile. Il Green Belt Movement ha piantato più di 30 milioni di alberi in Africa, aiutando al contempo 900 mila donne.

Il suo impegno è stato però messo a dura prova quando il presidente Daniel arap Moi decise di erigere un grattacielo di 60 piani nel centro del parco più grande di Nairobi. L’edificio, adibito a uffici, doveva essere un monumento a Moi, e i progetti prevedevano che l’area di accesso fosse adornata da una statua del presidente, alta due piani. Quando Maathai ha condannato il progetto, che avrebbe pavimentato l’unico spazio verde per decine di migliaia di poveri di Nairobi, è diventata bersaglio di una campagna di intimidazione orchestrata dal con l’ausilio di pubblici ufficiali e giornali fedeli al governo. Nonostante ciò, la protesta pacifica che ha guidato, è diventata un grido di guerra per le attiviste, gli ambientalisti e i leader per la democrazia. Tale impegno è stato premiato, facendo di lei la prima donna africana a vincere il Premio Nobel per la Pace nel 2004 e un’ispirazione per molte donne africane.

Fonti: Il Fatto QuotidianoGreen Belt Movement

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Fonti: Il Fatto Quotidiano<\/a>, Green Belt Movement<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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