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Sebbene le leggi che affrontano le diverse questioni riguardanti i cambiamenti climatici siano numerose, i paesi africani non dispongono ancora di risorse amministrative e finanziarie adeguate per implementare tutti gli strumenti legali potenzialmente a loro disposizione. Per esempio, nonostante le numerose leggi contro la deforestazione illegale e la sottoscrizione del programma REDD+ Reduced Emissions from Deforestation and Degradation, la deforestazione rimane ancora una grossa sfida.

Adesso che sono stati spinti a familiarizzare con le problematiche climatiche, “i paesi africani devono andare oltre la mera creazione di leggi per la protezione ambientale e finalmente implementare a pieno queste leggi in modo chiaro, trasparente e verificabile”, afferma Samuel Ogalla, Programme Manager presso Pan African Climate Justice Alliance (PACJA), una coalizione di organizzazioni della società civile africana.

Uno di questi paesi è di sicuro lo Zimbabwe, che secondo lo United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCC), ha una delle legislazioni ambientali più esaustive dell’Africa meridionale ma non riesce a sottostare agli impegni presi con il REDD+ proprio a causa delle capillari attività di deforestazione. Si è osservato che nonostante le campagne di sensibilizzazione ambientale, gli investimenti per implementare le policy ambientali non sono stati sufficienti e così la questione ambientale è stata relegata alle ultime file delle policy pubbliche in un periodo invece, dove a livello internazionale si invoca una voce forte del continente africano su tali questioni.

Afronline

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