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Ogni tanto vengono beccati e puniti. Nonostante la condanna del 2011, Joe Benson, cittadino inglese, si è mostrato recidivo e ha continuato le sue attività di esportazione illegale di rifiuti tossici verso Gana, Nigeria, Costa d’Avorio e Congo. Questa volta però rimarrà in carcere per 16 mesi.

Joe Benson è stato trovato con 46 tonnellate di tubi catodici rotti, televisori non funzionanti, freezer e frigoriferi usati stipati all’interno di container intercettati dalle autorità portuali tra settembre 2012 e aprile 2013. Secondo l’Environment Agency inglese, i rifiuti provenivano da diversi punti di raccolta nella zona di Londra, Regno Unito, e venivano portati nella sua discarica autorizzata dove sarebbero dovuti essere analizzati e controllati prima dell’autorizzazione all’esportazione. Si è stimato che evitando i costi di smaltimento sicuro dei rifiuti contenuti nei container intercettati, Benson avrebbe intascato circa £32,000.

I rifiuti elettronici esportati verso i paesi africani, che non dispongono di adeguate infrastrutture per lo smaltimento sicuro, finiscono dentro ad immense discariche dove i prodotti vengono bruciati e disassemblati per estrarre metalli preziosi causando inquinamento e problemi di salute dati dalla presenza di materiali tossici come mercurio e fosforo. Andrew Higham, direttore della squadra anti-crimine ambientale dell’Environment Agency dice: “Non esistono crimini senza vittime. Le regole che governano l’esportazione di rifiuti elettronici esistono per una buona ragione, proteggere la vita umana e l’ambiente. Mr. Benson deve pagare per aver tratto beneficio personale da un’attività illegale”.

The Guardian

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