News e Comunicazioni

L’ambiente dello slum favorisce la condizione di povertà dei residenti o li aiuta ad uscirne? La questione è importante perché circa 860 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo vivono nelle baraccopoli. Nonostante i pochi dati ufficiali sugli slum e l’ottimismo diffuso delle precedenti ricerche, uno studio del MIT condotto su un campione di 138mila famiglie residenti in diversi slum nel mondo, suggerisce che le baraccopoli sono delle trappole piuttosto che dei trampolini di lancio per uscire dalla povertà.

Le condizioni igieniche dei residenti degli slum sono regolarmente più critiche di coloro che vivono nelle zone rurali e queste non fanno altro che aumentare la propagazione delle malattie. La malattia poi si trasforma immediatamente in assenze dal lavoro e costose parcelle mediche che impediscono di risparmiare abbastanza per abbandonare la baracca nello slum. A questo si aggiunge anche l’affitto. Infatti, la maggioranza dei residenti non è abusivo, ma paga a delle ‘agenzie immobiliari’ affitti molto elevati data la prossimità delle baraccopoli alla città. Ad esempio a Kibera, una delle baraccopoli più estese di Nairobi, vicina a Korogcho, l’affitto rappresenta un terzo delle spese non legate al cibo che ogni famiglia deve affrontare. Sembra dunque, che più a lungo si vive in uno slum, più si riducono le opportunità per uscire dalla condizione di povertà abbandonando la baraccopoli.

I progetti Alice for Children, operando nello slum di Korogocho e Kariobangi, garantiscono un’istruzione primaria di qualità, un pasto al giorno – che altrimenti troppo spesso non ricevono – e le cure mediche ad ognuno dei suoi piccoli beneficiari. In questo modo non vengono aiutati solo i bambini ma anche le loro famiglie, alleviandole di spese troppo gravose per i loro bilanci famigliari. In questo, contesto il sostegno e l’affetto dei nostri Genitori a Distanza, perché con il loro aiuto ci permettono di raggiungere sempre più bambini, aumentando le loro possibilità di uscire dalla povertà ed avere un futuro migliore.

The Economist  

[content-builder]{“id”:1,”version”:”1.0.4″,”nextId”:3,”block”:”root”,”layout”:”12″,”childs”:[{“id”:”2″,”block”:”rte”,”content”:”

L\u2019ambiente dello slum<\/b> favorisce la condizione di povert\u00e0 dei residenti o li aiuta ad uscirne? La questione \u00e8 importante perch\u00e9 circa 860 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo vivono nelle baraccopoli. Nonostante i pochi dati ufficiali sugli slum e l\u2019ottimismo diffuso delle precedenti ricerche, uno studio del MIT<\/b> condotto su un campione di 138mila famiglie residenti in diversi slum nel mondo, suggerisce che le baraccopoli sono delle trappole piuttosto che dei trampolini di lancio per uscire dalla povert\u00e0.<\/p>

Le condizioni<\/b> igieniche<\/b> dei residenti degli slum sono regolarmente pi\u00f9 critiche di coloro che vivono nelle zone rurali e queste non fanno altro che aumentare la propagazione delle malattie. La malattia<\/b> poi si trasforma immediatamente in assenze dal lavoro e costose parcelle mediche che impediscono di risparmiare abbastanza per abbandonare la baracca nello slum. A questo si aggiunge anche l\u2019affitto<\/b>. Infatti, la maggioranza dei residenti non \u00e8 abusivo, ma paga a delle \u2018agenzie immobiliari\u2019 affitti molto elevati data la prossimit\u00e0 delle baraccopoli alla citt\u00e0. Ad esempio a Kibera<\/b>, una delle baraccopoli pi\u00f9 estese di Nairobi<\/b>, vicina a Korogcho<\/span>, l\u2019affitto rappresenta un terzo delle spese non legate al cibo che ogni famiglia deve affrontare. Sembra dunque, che pi\u00f9 a lungo si vive in uno slum, pi\u00f9 si riducono le opportunit\u00e0 per uscire dalla condizione di povert\u00e0 abbandonando la baraccopoli.<\/span><\/p>

I progetti Alice for Children<\/b>, operando nello slum di Korogocho<\/b><\/a> e Kariobangi<\/b><\/a>, garantiscono un\u2019istruzione<\/b> primaria di qualit\u00e0, un pasto<\/b> al giorno \u2013 che altrimenti troppo spesso non ricevono \u2013 e le cure mediche<\/b> ad ognuno dei suoi piccoli beneficiari. In questo modo non vengono aiutati solo i bambini ma anche le loro famiglie, alleviandole di spese troppo gravose per i loro bilanci famigliari. In questo, contesto il sostegno e l\u2019affetto dei nostri Genitori a Distanza<\/b><\/a>, perch\u00e9 con il loro aiuto ci permettono di raggiungere sempre pi\u00f9 bambini, aumentando le loro possibilit\u00e0 di uscire dalla povert\u00e0 ed avere un futuro migliore.<\/p>

The Economist<\/a> <\/span> <\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

Potrebbe anche interessarti

20 gennaio 2020

Sostegno a Distanza: la storia di Bashir

Quest’anno abbiamo raggiunto un obiettivo importante per la nostra associazione. 156 nuovi bambini sono entrati nel programma di sostegno a distanza!   Questo significa che: potranno allontanarsi dal lavoro in … Continua

23 dicembre 2019

News dal Kenya

Il Viaggio di Novembre

Lo scorso novembre è stato un mese pieno di grandi avvenimenti per la nostra associazione. Molti di questi si sono svolti durante il viaggio degli ospiti, genitori a distanza e … Continua

19 dicembre 2019

L'Anemia Falciforme e i Nostri Piccoli Eroi

Si sente parlare spesso di malattie legate al continente africano, come HIV, malaria e tubercolosi. Ma esiste un’altra malattia di cui nessuno parla e che causa problemi gravi a moltissimi … Continua