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La WHO non usa giri di parole: “L’infezione avanza a velocità incontrollabile”. Interviene anche Obama: “Questo virus è qualcosa da prendere molto sul serio. Non si tratta di una malattia facilmente trasmissibile ma bisogna identificare, mettere in quarantena e isolare chi può trasmetterla”. L’inadeguatezza delle forze schierate mista alla paura per un contagio globale ha messo in moto la macchina dei soccorsi internazionali: un piano da $100 milioni, un appuntamento per il 6 agosto tra la direttrice della WHO e i rappresentanti dei paesi africani fiaccati soprattutto dalla siccità e a settembre negli Stati Uniti inizieranno i test clinici per un vaccino sperimentale contro Ebola.

Quando Ebola ha raggiunto il distretto di Kailahun nella regione orientale della Sierra Leone alla fine dello scorso maggio, il Governo ha pubblicato una serie di messaggi che spiegavano alla popolazione come riconoscere ed evitare la malattia, ma solo pochi li hanno presi in considerazione. Infatti, alla base c’è un problema di totale mancanza di fiducia nei confronti del governo che si è sempre dimostrato inadeguato e profondamente corrotto al punto tale che circolano voci che siano le agenzie di soccorso e il governo stesso a diffondere il virus con lo scopo di far arrivare fondi internazionali.

Ma questo virus uccide. Finora sono stati confermati più di 1200 casi di infettati solo in Africa occidentale. E’ un virus che uccide fino al 90% degli infetti, il restante 10% che sopravvive non riesce a raccontare ciò che ha vissuto ma è consapevole di avercela fatta. Non c’è vaccino o cura conosciuta per curare gli infetti, se non un siero sperimentale ottenuto dal sangue di un ragazzo sopravvissuto che aumenta la difesa immunitaria donando una speranza.

EconomistIl Messaggero, il Fatto Quotidiano

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