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Il terzo Obiettivo del Millennio (MDG) è la parità tra uomo e donna, in Namibia potrebbe essere in atto un’interessante ‘rivoluzione’ in campo politico. Il partito al potere, South West Africa People’s Organisation (SWAPO), non solo si è impegnato a dare metà dei seggi in parlamento a rappresentanti donne, ma ha anche pianificato uno ‘sistema zebra’, per il quale se una donna ricopre la carica di ministro, il suo vice sarà un uomo, e vice versa. Tale sistema si applicherà anche alla scelta del prossimo governo e alla candidatura dei prossimi Presidenti: quest’autunno verranno candidati uomini, mentre le donne saranno candidate nel 2019. Non si tratterebbe di una promessa politica, ma è una decisione presa nel 2002 per aumentare l’uguaglianza tra uomo e donna in parlamento arrivando nel prossimo futuro ad un rapporto di 50-50 delle quote in parlamento.

Attenzione però, che non si tratta di una mossa totalmente disinteressata: gli scettici infatti, non hanno tardato a notare che i leader dello SWAPO sono ex attivisti in esilio e ormai sono anziani e forse la ricerca della parità non è altro che un modo per mantenere invariata l’attuale base politica inserendo in parlamento le giovani mogli dei politici e non un vero segno di progresso. Il problema è che in Namibia – come in altre parti dell’Africa – le donne non vogliono mantenere lo status quo, ma sono ben consapevoli che le attenzioni del governo sono concentrate su un ristretto numero di uomini che a loro volta conferiscono autorità un selezionato gruppo di persone anziché la maggioranza.

E questo non fa altro che accentuare il loro tallone d’Achille perché tale élite è già avanti con gli anni e presto dovrà andare in pensione. Se giovani e donne fossero davvero incluse nell’equazione politica non si sentirebbe soltanto la retorica post-coloniale del diventare attori internazionali e costruire un’economia sul modello occidentale, ma si porrebbe l’attenzione sulla violenza sociale e sulle donne, l’alcolismo, previdenza sociali, accesso all’acqua e sovranità alimentare.

The Guardian 

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The Guardian<\/a> 
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