News e Comunicazioni

Kibera è il secondo slum più grande, più denso e più povero dell’Africa (il primo è Soweto, in Sud Africa) e la sua popolazione supera i 200.000 abitanti, ma, nonostante sorga a 7Km dal centro della capitale, non si conosce il numero esatto a causa dell’indifferenza dei governi e dove i servizi sono arrivano se non a caro prezzo ed illegalmente. Kibera, però, è anche una comunità di persone che lotta ogni giorno per combattere problemi come la violenza sulle donne, la criminalità, l’educazione o l’HIV e che cerca di stimolare processi di cittadinanza attiva dal basso.

Joshua Ogure, coordinatore di Kibera News Network (KNN), gruppo di sette giovani reporter il cui lavoro è quello di produrre video e documentari su tutto quello che riguarda la vita nello slum di Kibera, racconta che spesso in seguito ad una telefonata di un amico o conoscente a proposito, corrono sul campo con la videocamera per far sì che lo slum visibile sul web.

Julius Ochieng è il direttore generale di Kibera Community Development Agenda (KCODA), una redazione giornalistica che produce l’unico giornale disponibile a Kibera: “generiamo un informazione nettamente opposta a quella dominante”. Uno dei loro obbiettivi è quello di monitorare i fondi statali e assicurare che i soldi vengano veramente investiti in opere pubbliche.

Nello slum, l’informazione circola anche via etere. Adam Hussein Ramadhan, fondatore di Pamoja FM, racconta che nonostante le difficoltà, è la stazione radio più ascoltata della zona dal 2006 e che nel tempo ha assunto un ruolo centrale per quanto riguarda la comunicazione di fatti di cronaca e notizie a Kibera. Infatti è trasmessa in Kiswahili raggiungendo così un’ampia porzione di popolazione che non parla inglese e arrivando là dove altri media non arrivano rompendo quel gap culturale che impedisce alle persone povere dello slum di accedere a uno dei più grandi diritti fondamentali, l’informazione.

Repubblica.it 

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Repubblica.it<\/a> 
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