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il 2015 prevede la scadenza dei Millennium Development Goals (MDG) tra i quali, il numero 5 riguarda il miglioramento della salute materna. In questo senso, la Tanzania sta non sta progredendo sufficientemente alla svelta per poter garantire il diritto alla salute delle madri. La principale preoccupazione riguarda il tasso di mortalità materna durante il parto a causa della carenza di ostetriche o infermiere specializzate. Infatti, secondo il sondaggio più recente sulla salute demografica (2010), solo il 51% dei parti è assistito da personale competente e ci sono in media solo quattro ostetriche ogni 10mila pazienti in tutto il paese.

Lena Nchonchama, caposala presso il Biharamulo District Designated hospital (DDH) sa che le donne incinte e i neonati possono morire in ospedale: “nel reparto di maternità che supervisiono, lavoro con solo due infermiere specializzate. Spesso arrivano più di otto emergenze contemporaneamente, ma dobbiamo gestirle al meglio nonostante il numero ridotto di personale. Per questo, spesso ci affidiamo anche all’aiuto di assistenti che ricevono solo un training minimo sulle procedure del reparto, ma non come gestire le situazioni di emergenza”.

L’opinione generale concorda sul fatto che bisognerebbe dislocare un numero maggiore di ostetriche specializzate nei paesi più poveri per avere un forte impatto sul tasso di mortalità materna e infantile al momento del parto. Allo stesso tempo però bisogna tener presente che formare e aggiornare personale ostetrico in paesi in via di sviluppo è un concetto complesso e che necessita di idee specifiche per ogni contesto.

The Guardian 

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