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Oggi è la Giornata internazionale dei Migranti, istituita dalle Nazioni Unite già nel 1990 quando fu adottata la Convenzione sulla Protezione dei diritti dei Migranti e i Membri delle loro Famiglie. Le Nazioni Unite riconoscono l’importanza del contributo dato dai migranti ai paesi di destinazione e invitano ad una maggior cooperazione nell’affrontare l’immigrazione irregolare e per promuovere gli standard internazionali di lavoro. Inoltre viene condannato ogni atto pubblico di razzismo ed intolleranza nei confronti degli immigrati e dell’immigrazione in sé.

Procedure flessibili d’immigrazione sono essenziali per lavoratori qualificati per muoversi da Paese a Paese, a causa di recenti conflitti, i flussi migratori stanno aumentando la loro portata, di conseguenza i principali Paesi di destinazione stanno chiudendo i confini, incoraggiando le persone disperate a rischiare maggiormente. Le ’carrette del mare’ che tentano di arrivare a Lampedusa, ma che il più delle volte rimangono in panne a metà della traversata, sono un esempio. L’OIM ha fatto notare che controlli più severi sui confini non avranno l’effetto desiderato sul lungo periodo, anzi i migranti cominceranno a cercare vie alternative, potenzialmente più pericolose. Il 2014 è stato l’anno boom per gli sbarchi di immigrati nel canale di Sicilia: fino a ottobre sono arrivate in Italia 146.922 persone rispetto alle 63 mila del 2011, mentre gli sbarchi sono stati 918. La stima delle vittime di questi viaggi della speranza è di 3 mila morti nel Mediterraneo, tra gennaio e settembre.

L’atteggiamento comune dei Paesi maggiormente interessati dall’immigrazione di ‘sigillare’ i confini è sempre più preoccupante perché trasmette l’idea che i migranti siano indesiderati anche prima che il loro status sia stato determinato e potrebbe scoraggiare i cittadini ad aiutare chi è più vulnerabile. E non scordiamo che i vari Governi dovrebbero dare maggior importanza alla migrazione, condizione che accomuna l’umanità intera, costantemente alla ricerca di un futuro migliore e della sicurezza personale.

UNThe EldersResto al Sud

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