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In un clima di paura e repressione, Leaves, un negozio di libri a Juba, Sud Sudan, mantiene vivi la lettura e i dibattiti. Nel 2012, quando è scoppiata la guerra civile, la decisione di Awak Bior, la proprietaria, è sembrata rischiosa, ma a suo parere necessaria per la popolazione. “è un modo creare per dimostrare alle persone che leggere può essere piacevole, e che leggere permette di crescere a livello personale e professionale”.

Da quando nel dicembre del 2013 è riscoppiata la guerra civile, “c’è ancora più bisogno dei libri per poter crescere personalmente e trovare i metodi giusti per risolvere la crisi”. Dati dimostrano infatti, che i combattimenti sono portati avanti principalmente da soldati giovani e analfabeti. Inoltre si è osservato che in questo tempo di crisi i clienti Sud Sudanesi sono aumentati, forse perché maggiormente interessati alla politica e a come risolvere i conflitti pacificamente.

Con il suo negozio di libri e con il suo ampio catalogo che varia dalla fiction alla non-fiction da tutto il mondo, Bior cerca di incoraggiare la libertà di espressione e la creazione di un ambiente dove le persone si possano sentire libere di scambiare idee e opinioni e arrivare a delle soluzioni insieme. Ma non solo, Leaves vorrebbe anche essere uno spazio dove i ragazzi possano studiare e leggere grazie alla costante presenza dell’elettricità, che nel paese continua ad essere un problema.

The Guardian 

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