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La Giornata Mondiale Contro la Tubercolosi, ricorre il 24 marzo di ogni anno con lo scopo di discutere di questa patologia che sebbene nei paesi occidentali sia scarsamente considerata perchè facilmente curabile con dei semplici antibiotici, nel resto del mondo rimane un’infezione in grado di causare numerosi morti.

Il tema della campagna di sensibilizzazione di quest’anno – “Reach, Treat, Cure Everyone” (Raggiungi, medica, cura tutti) – nasce da quello del 2014 “Reach the 3 million” (Raggiungi i tre milioni). La World Health Organization (WHO) riporta che ogni anno ci sono circa 9 milioni di casi di TBC nuovi, dei quali 3 milioni non vengono né diagnosticati, né trattati e dei quali 1,5 casi si concludono in decessi a causa della mancanza di trattamenti adeguati.

In Kenya, sebbene già nel 2012 si sia raggiunto l’85% di copertura nella cura dei casi di TBC, rimane ancora fuori un critico 15% di casi non diagnosticati per tempo. In particolare, dal 2014 si sono sviluppate e diffuse diverse forme di TBC extra polmonare in grado di attaccare ogni organo del corpo, le statistiche del Ministero della Salute mostrano che un caso su cinque di TBC è extra polmonare, ma solo pochi casi vengono riconosciuti e curati per tempo. Un report del National Tuberculosis, Leprosy and Lung Disease Unit (NTLD) ha rivelato inoltre che l’11% dei casi di TBC in Kenya riguardano bambini sotto i 5 anni, un numero in aumento rispetto a 2012 (10.6%) e 2013 (9.5%).

La tubercolosi viene spesso contratta che da chi è positivo all’HIV/AIDS: circa un terzo dei 33 milioni di malati si ritrova a dover combattere entrambi i virus. In Africa subsahariana la metà dei decessi di malati di AIDS è stata causata dalla contrazione della TBC. “Nei contesti dove assistiamo tanti malati di HIV/AIDS il rischio di una diffusione a macchia d’olio della tubercolosi resistente ai farmaci è terrificante” – dice Liesbet Ohler, medico di Medici Senza Frontiere nella baraccopoli di Mathare, Nairobi.

Stop TB, All Africa, Standard MediaTB Alliance

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