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Secondo gli ultimi dati diffusi da Unesco Institute for Statistics, al giorno d’oggi sono ancora 781 milioni gli adulti e 126 milioni i giovani che non sono in grado di scrivere o di leggere una singola frase. Le donne pesano per i due terzi sull’intera popolazione analfabeta.

Un dato preoccupa su tutti: 58 milioni i bambini che non hanno accesso ad un’aula scolastica: in generale si tratta di bambini tra i 6 e gli 11 anni, ai quali viene negato un percorso scolastico primario. Sono elementi che è importante ricordare, in occasione della Giornata Internazionale per l’alfabetizzazione, l’8 settembre 2015: «L’alfabetizzazione non è solo una necessità educativa – insiste in questi anni Irina Bokova, Direttore Generale dell’UNESCO – bensì l’investimento definitivo per il futuro».

Alla luce degli scarsi risultati ottenuti, letti anche alla luce delle inattese promesse dei Millennium Development Goals, secondo i quali ogni bambino in età idonea avrebbe dovuto accedere al primo ciclo di studi entro il 2015, Irina Bokova incalza: «Che tipo di società ci aspettiamo di costruire con una gioventù analfabeta? Questo non è il mondo in cui vogliamo vivere. Vogliamo un mondo in cui tutti possono partecipare al destino della propria società, avere accesso alla conoscenza e quindi al suo arricchimento. Per avere successo, dobbiamo anche cambiare l’approccio tradizionale dei programmi di alfabetizzazione per inglobare, oltre alla lettura e alla scrittura in senso stretto, le competenze più ampie in materia di consumo e stili di vita sostenibili, la conservazione della biodiversità, la riduzione della povertà, la riduzione del rischio di catastrofi così come la partecipazione civile. In questo modo, i programmi di alfabetizzazione possono esprimere tutto il loro potenziale di trasformazione».

Ecco dunque l’alfabetizzazione intesa come strategia per porre fine alla povertà, ridurre la mortalità infantile, raggiungere la parità di genere, promuovere la protezione del Pianeta e delle sue risorse.

Per approfondire il tema, visitate la pagina ufficiale Unesco.

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Per approfondire il tema, visitate la pagina ufficiale Unesco<\/a>.<\/b>

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