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L’HIV (Human Immunodeficiency Virus) è un virus che attacca il sistema immunitario, danneggiando la resistenza dell’organismo alle infezioni e, nel lungo periodo, lo rende soggetto a malattie molto gravi tra cui alcuni tipi di cancro. Questa malattia si sviluppa in 4 stadi a cui sono abbinati determinati sintomi: in un primo momento possono verificarsi quelli che possono sembrare semplici sintomi influenzali (ingrossamento dei linfonodi, febbre, tosse); il passaggio al secondo stadio è evidenziato da una contenuta perdita di peso (<10%) e dal sopraggiungere di infezioni minori di vario tipo (bronchite, dermatite, …). Nel terzo stadio la persona è soggetta ad una grave perdita di peso accompagnata da diarrea cronica, febbre persistente, anemia ed infezioni gravi.  L’ultimo stadio della malattia viene definito AIDS o Sindrome di Immunodeficienza Acquisita: questo può presentarsi tra i 2 e i 15 anni dopo il contagio e comporta la comparsa di infezioni, tumori e complicazioni gravi all’interno dell’organismo.

La trasmissione dell’HIV avviene attraverso l’ingresso nell’organismo di sangue infetto, rapporti sessuali non protetti con soggetti sieropositivi e il parto o l’allattamento. I soggetti più a rischio sono le prostitute, i maschi omosessuali, i detenuti e coloro che si iniettano droghe o farmaci. La diagnosi avviene tramite la somministrazione di test che rilevano la presenza di anticorpi o di antigeni specifici che evidenziano la presenza del virus all’interno dell’organismo. Il virus non può essere rilevato prima di 28 giorni dal contagio periodo in cui però è più facile che avvenga la trasmissione ad un altro soggetto.

La malattia viene trattata attraverso una terapia antiretrovirale (ART) che permette al sistema immunitario di rafforzarsi e di combattere le eventuali infezioni. Questi farmaci non costituiscono una cura ma, se somministrati nelle prime fasi della malattia, ne ostacolano la progressione; in questo modo un individuo sottoposto ad ART può vivere nel primo stadio della malattia anche per molti anni. La terapia antiretrovirale deve essere seguita per tutta la vita: oggi la copertura globale dell’ART è del 53% tra gli adulti e purtroppo solo del 43% tra i bambini.

Un ruolo importante per combattere l’HIV è ricoperto dalla prevenzione: i metodi più efficaci sono l’utilizzo dei profilattici durante il rapporto sessuale, la circoncisione maschile che riduce il rischio di contrarre l’HIV del 60%, l’utilizzo di siringhe e aghi sterili per le iniezioni. Inoltre alcuni studi hanno evidenziato come alcuni farmaci antiretrovirali fanno sì che il virus abbia meno possibilità di attaccarsi ai globuli bianchi e dunque ostacolano l’insorgere malattia all’interno dell’organismo riducendo il rischio di contagio dal 70% fino al 90%; tuttavia questa nuova forma di prevenzione è ancora da implementare ed il suo costo è ancora alto.

Si stima che solo il 70% degli individui che ha contratto l’HIV ne sia consapevole: questo contribuisce a mantenere alto il tasso di trasmissione del virus. È dunque necessario facilitare l’accesso ai test e portare avanti campagne di informazione e sensibilizzazione affinché sempre più persone decidano di sottoporvisi.

 

Fonti:

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