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Il Kenya è il primo paese africano ad immettere sul mercato un farmaco generico per il trattamento dell’HIV: questo aumenta esponenzialmente l’accessibilità delle terapie contro questa malattia anche da parte degli individui più poveri.

Il Dolutegravir (DTG) è stato approvato negli Stati Uniti nel 2013 ed è rapidamente diventato il trattamento standard per la cura della malattia; questo perché, innanzitutto, è più efficace rispetto ai trattamenti precedenti ed inoltre è accompagnato da molti meno effetti collaterali rispetto agli altri farmaci per l’HIV. Purtroppo il costo elevato ne ostacolava la diffusione nei paesi più poveri, come il Kenya, i quali però sono anche quelli che ne avevano più bisogno.

La creazione di una forma generica del DTG e la sua immissione nel mercato ha dato nuova speranza a tutti i malati di HIV che vivono in Kenya. Inizialmente sarà somministrato dal Ministero della Sanità a 27 000 persone che sviluppano effetti collaterali troppo gravi all’Efavirenz, il medicinale standard utilizzato ad oggi in Kenya per trattare l’HIV. Successivamente il nuovo farmaco sarà fornito a strutture sanitarie specifiche in tutto il paese con lo scopo di massimizzarne la diffusione.

Molti pazienti sottoposti ai trattamenti classici si lamentavano di non aver appetito, di aver avuto una perdita di peso importante e di aver sviluppato una forte anemia. Questo nuovo farmaco, invece, riduce notevolmente gli effetti collaterali che solitamente accompagnano la terapia. Inoltre la modalità di somministrazione (una pastiglia al giorno) rende molto più facile il trattamento quotidiano. Tuttavia l’aspetto che rende questo nuovo farmaco fondamentale per la lotta contro l’HIV è il prezzo: una riduzione così sostanziosa del costo della terapia comporta un risparmio notevole per lo stato che può utilizzare questi nuovi fondi per implementare le misure di sostegno ai soggetti sieropositivi e alle loro famiglie.

Questo progetto è stato sviluppato dal governo keniota in collaborazione con Unitaid, organizzazione internazionale che si impegna nel combattere la malaria, la tubercolosi e l’HIV, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità: si stima che attraverso questo investimento, entro il 2024, si risparmieranno 1,6 miliardi di dollari di trattamenti che potranno essere utilizzati per garantire la terapia contro l’HIV ad altre 3,2 milioni di persone per 5 anni.

 

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