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Chi ci sostiene, chi è partito con noi come volontario o ospite, chi è diventato Genitore a Distanza, conosce molto bene i contesti in cui operiamo e implementiamo i nostri progetti.

Come teniamo sempre a sottolineare, nonostante la nostra associazione non operi in condizioni di emergenza umanitaria o di conflitto armato, il nostro impegno si focalizza su un contesto in cui, in realtà, l’emergenza è costante: quello delle baraccopoli di Nairobi e della discarica di Dandora.

Chi ci conosce e conosce il nostro lavoro sa che all’interno della discarica di Dandora, dove ogni giorno vengono scaricate circa 850 tonnellate di rifiuti, lavorano moltissime delle persone che vivono nelle baracche di lamiera circostanti e che basano il loro sostentamento sulla rivendita di materiali che recuperano scavando a mani nude nell’immondizia.

In discarica lavorano almeno 10.000 persone. Di queste, la metà sono bambini, che seguono i genitori e lavorano con loro per contribuire al mantenimento della famiglia, esponendosi a rischi enormi: rischi per la salute, quando respirano i fumi derivanti dalla combustione dei rifiuti; rischi per la loro sicurezza, quando, recandosi in discarica, entrano in territori gestiti da clan criminali; rischi per la loro incolumità, quando, senza volerlo, si espongono al pericolo di violenze e abusi.

Per questo abbiamo deciso di occuparci di questi bambini, cercando di portarli fuori dalla discarica e dallo sfruttamento, per condurli all’interno delle aule scolastiche della St. Claire’s Primary School. E per questo è nato il progetto “Food for Change”, che garantisce un pasto caldo al giorno ai bambini che frequentano le lezioni presso la scuola. Molti di voi si chiederanno perché investire così fortemente in un programma di distribuzione dei pasti, in parallelo ai progetti di scolarizzazione; la risposta è abbastanza semplice, ma non scontata: garantendo un pasto al giorno ai bambini, le famiglie sono più propense a mandare i propri figli a scuola. L’offerta d cibo, infatti, va a compensare i pochi soldi che i bambini avrebbero guadagnato lavorando in discarica e che risulterebbero indispensabili alla famiglia per comprare ciò che occorre loro per vivere. O meglio, sopravvivere.

In tutto il percorso che ha portato alla nascita e allo sviluppo del progetto, fondamentale è stato il contributo della Chiesa Valdese, che ha destinato il suo Otto per Mille per sostenere il programma. Grazie al loro appoggio, il nostro staff è riuscito inizialmente a offrire un pasto a ben 450 bambini, che, visto il successo dell’iniziativa presso le famiglie beneficiarie, sono poi diventati 500.

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Siamo fiduciosi del fatto che i numeri aumenteranno, visto che Il progetto sarà portato avanti per tutto il 2018; grazie al contributo dell’Otto per Mille Valdese e al lavoro instancabile di insegnanti, assistenti sociali e del Preside della scuola, “Food for Change” crescerà, si svilupperà e aiuterà altri bambini lavoratori della discarica.

Il sostegno dato dall’Otto per Mille ha, quindi, non solo garantito un pasto nutriente e genuino ai bambini della scuola, ma ha contribuito concretamente all’istruzione di questi ultimi, alla tutela della loro salute e della loro incolumità. E, come sempre, ad alimentare la loro speranza e la loro sicurezza in un futuro più solido, sicuro e lontano dalla discarica.

Grazie Otto per Mille. Grazie Chiesa Valdese.

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