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Sicuramente uno dei momenti più emozionanti dell’essere Genitore a Distanza con Alice for Children è quello in cui si ha la possibilità di incontrare di persona il bambino che si sostiene. Per raccontarvi questa emozione, lasciamo la parola a Silvia, nostra mamma a distanza, che è stata a Nairobi nel 2017 e ha incontrato Velma, la bambina che sostiene. Ci ha raccontato la sua esperienza in Kenya così:

 

Sono Silvia, ho 29 anni e sono genitore a distanza dal 2016.

Sono diventata sostenitrice dei progetti di Alice for Children dopo aver assaporato un po’ l’esperienza di mia sorella, genitore a distanza da molto più tempo di me. Così, decisi anche io di iniziare l’adozione sostenendo il progetto Alice for School.

Nell’aprile 2017 partii per Nairobi insieme ad altri genitori a distanza che avrebbero incontrato i loro bimbi per la prima volta; è stata un’esperienza fantastica!

La bambina che sostengo non viveva nel villaggio dove alloggiavamo, per cui aspettai qualche giorno prima di incontrarla. Ricordo che il giorno dell’incontro mi venne un gran mal di pancia (probabilmente per via di qualcosa che avevo mangiato). Poi, una volontaria venne a chiamarmi e mi disse: “Silvia, c’è la tua bimba”. Vi giuro: il mal di pancia lo dimenticai in un secondo!

Era tanto bella, dolce e tanto tanto timida. Non sono mai stata brava con l’inglese e prima della partenza iniziai un corso in lingua per riuscire, anche un minimo, a comunicare con lei, ma non servì: non parlammo molto, giocammo, disegnammo…

A volte mi piace tornare indietro nel tempo e riguardo le nostre foto. Tra tutte, ce n’è una che ricordo con estremo piacere: eravamo sedute, disegnavamo e lei mi fissava. Era come se mi parlasse con gli occhi.

La cosa che mi ha colpito particolarmente è stata la gioia di questi bambini. La gioia per “piccole” cose: la gioia di avere un quaderno, dei colori, di poter andare a scuola, a differenza, invece, di bambini europei che, a volte, della scuola non vogliono saperne nulla e non si accontentano mai di quella che già hanno. Questa gioia l’hanno trasmessa a me e anche a tutto il resto del gruppo.

Fu una settimana indimenticabile.”

 

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