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“Tenere le scuole chiuse comporta molti più rischi che benefici”.

The Economist (dal titolo di un articolo di qualche giorno fa)

 

Due settimane fa il ministero dell’istruzione keniano ha annunciato che a Nairobi e nel resto del paese le scuole riapriranno a gennaio 2021 e che l’anno scolastico appena trascorso verrà completamente annullato.

Una decisione assurda e pericolosa per la sorte dei bambini e ragazzi che vivono nelle baraccopoli, la cui stessa sopravvivenza è messa molto più a rischio dalla chiusura delle scuole che dalla diffusione del COVID-19.

 

PERCHÉ TENERE CHIUSE LE SCUOLE?

I numeri della diffusione del virus in Kenya sono rimasti per fortuna abbastanza contenuti: a oggi, si parla di circa 14.000 casi accertati e di circa 230 morti (le alluvioni che hanno colpito il paese quest’anno hanno causato la morte di molte più persone, si parla addirittura di 240 vittime solo nei mesi di aprile e maggio).

Stupisce quindi che il governo abbia deciso di prolungare la chiusura delle scuole fino alla fine di quest’anno, quando già da qualche giorno altre misure di contenimento sono state allentate (per esempio, dalla scorsa settimana sono ripresi i voli interni, mentre dai primi di agosto verranno riaperte anche le rotte internazionali).

 

LE CONSEGUENZE PER I BAMBINI DEGLI SLUM SARANNO TERRIBILI

Decidere di tenere le scuole chiuse adducendo al fatto che il governo continuerà a trasmettere lezioni alla radio e in televisione significa disinteressarsi completamente delle condizioni di vita di questi bambini e, soprattutto, delle loro sorti. Come la maggior parte delle persone del cosiddetto “sud del mondo”, le famiglie che vivono nelle baraccopoli non possiedono televisori e radio per poter far seguire le lezioni a distanza ai bambini.

Fino al prossimo gennaio, moltissimi bambini e adolescenti passeranno la maggior parte del loro tempo per strada, esposti alle violenze degli slum e a piccoli e grandi gruppi criminali. Le organizzazioni criminali stanno aumentando in numero e dimensione, visto che a causa dell’attuale crisi economica e sociale sono le uniche a garantire soldi e cibo.

Nonostante i divieti imposti dal governo, moltissimi bambini degli slum sono stati costretti dai genitori a lavorare come venditori ambulanti o tassisti improvvisati per contribuire alla disperata situazione economica della famiglia.

Per le bambine e ragazze, i pericoli sono anche maggiori: lontane dalla scuola rischiano di subire abusi, di incorrere in matrimoni precoci o di essere costrette a prostituirsi.

Quando sarà possibile tornare a lavorare in discarica, moltissimi studenti saranno spinti dalle famiglie a riprendere a scavare tra i rifiuti. Che alternativa avranno se non ci sarà un posto dove stare al sicuro e avere almeno un pasto caldo al giorno?

Il nostro programma di sostegno alla comunità, sommato alle adozioni a distanza, risulta particolarmente urgente e utile, perché dando un supporto alimentare costante alle famiglie, possiamo evitare che i bambini tornino a lavorare e garantire che continuino a studiare a casa.

Ma sarà una strada davvero in salita, che purtroppo non riusciremo a percorrere se non con l’aiuto di tutti.

 

 

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