Geografia
Il Kenya (Jamuhuri ya Kenia, in inglese Republic of Kenya) è uno Stato dell’Africa Orientale, confinante a nord con Etiopia e Sudan, a sud con la Tanzania, a ovest con l’Uganda, A nord-est con la Somalia e ad est con l’Oceano Indiano. Nairobi ne è la capitale e la città più grande.
Il Kenya è suddiviso in 8 province:
- Provincia Centrale (Central Province, capitale: Nyeri)
- Provincia Costiera (Coastal Province, capitale: Mombasa)
- Provincia Orientale (Eastern Province, capitale: Embu)
- Provincia Nordorientale (North Eastern Province, capitale: Garissa)
- Provincia di Nyanza (capitale: Kisumu)
- Provincia della Rift Valley (capitale: Nakuru)
- Provincia Occidentale (Western Province, capitale: Kakamega)
- Provincia di Nairobi (Nairobi Province, costituita dalla sola città di Nairobi)
La capitale
Nairobi è per il visitatore come una “biforcazione”. E’ una città di gente in fila. Specchio delle code davanti alle ambasciate dei paesi occidentali e lungo le autostrade dei vacanzieri. Code di macchine ai semafori, di persone davanti alla banche sempre piene e lunghe file di persone davanti ai dispensari, di gente che cammina, cammina senza sosta per chilometri e chilometri perché non può permettersi di pagare l’autobus. E’ una città fatta di buchi: per le strade, nei bilanci, nei canali fognari e negli acquedotti, nelle mani dei donatori internazionali e nelle vene dei malati di aids così come nella cultura: incapace di creare una sintesi tra istanze differenti. […]
Nairobi è specchio di un mondo che spinge tutto verso gli eccessi, dove tutto assume forme iperboliche, esorbitanti, istericamente eccessive, spariscono le forme di mediazione, nulla mitiga la situazione: non esistono compromessi, gradualità, stadi intermedi. E’ una continua battaglia per la morte o per la vita.
E’ come se si fosse di fronte a un limite che impone delle scelte. O di qua o di là, senza “se” e “ma”.
“Fabrizio Floris, Baracche e burattini? La città-slum di Korogocho in Kenya, L’Harmattan Italia”
Territorio e clima
Dalla costa bassa e sabbiosa dell’Oceano indiano, il territorio del Kenya si eleva procedendo verso le aree interne. Alla fascia costiera, lunga oltre 400 km, succede una regione di altopiani aridi e stepposi; quello centrale, che si eleva a quote comprese tra i 1500 e i 3000 metri, è diviso dalla frattura della Rift Valley che si sviluppa da nord a sud e che forma il bacino del Lago Turkana (o Rodolfo). Ai lati della Rift Valley si innalzano imponenti massicci vulcanici, il maggiore dei quali è il Monte Kenya (5199 m), uno dei monti più alti dell’Africa. L’altopiano digrada a ovest, in prossimità del Lago Vittoria, e a nord dove il territorio del Kenya è occupato da un ampio tavolato desertico.
I fiumi e i laghi
I fiumi del Kenya non sono imponenti; i due principali, il Tana e il Galana, si gettano nell’Oceano Indiano e hanno un regime molto variabile nel corso dell’anno, in funzione dalla frequenza delle precipitazioni piovose. Il lago più vasto del paese è il Turkana, dal momento che solo una piccola porzione del Lago Vittoria appartiene al territorio del Kenya; il Lago Turkana ha acque salmastre e vi affiorano numerose isole.
Il clima e gli ambienti
Il clima, molto caldo e umido nelle regioni costiere, diventa più mite e asciutto nel cuore del Paese, in rapporto all’altitudine. Le piogge sono concentrate in due periodi dell’anno: da marzo a maggio le grandi piogge, mentre da ottobre a dicembre le piogge sono intense ma brevi. L’ambiente dominante è quello della savana, tutelato da numerosi parchi naturali che coprono circa il 10% del territorio nazionale. Sulle pendici delle montagne e lungo il corso dei fiumi si trovano tracce dell’originaria foresta pluviale; mentre a nord, nelle zone meno piovose, la savana sfuma nel deserto. La savana è l’habitat di grandi mandrie di erbivori (antilopi, gazzelle, giraffe, bufali, zebre, elefanti) e dei loro predatori (leoni, leopardi e ghepardi). Nelle acque dei laghi e dei fiumi vivono ippopotami e coccodrilli.
Economia
L’economia del Kenya, dopo un periodo di relativo benessere negli anni immediatamente successivi all’indipendenza, cadde in una profonda crisi, acuitasi durante gli ultimi anni della dittatura Moi. Oggi, il Kenya ha una crescita che oscilla tra il 5 e il 6% annuo. Diversa è però la distribuzione del reddito. Il benessere di pochi (2%), infatti, è pagato con la miseria di molti (circa il 50% della popolazione vive sotto il livello di povertà). Va però sottolineato come la classe media sia in crescita. Attualmente, l’economia si basa sulle esportazioni sopratutto agricole e sul turismo. Buona è la crescita dell’economia, che si concentra nella capitale Nairobi, ma che si sta sviluppando in altre città. L’ONU ha a Nairobi la seconda più importante sede al mondo dopo New York e questo contribuisce molto al sostentamento della crescita economica del Paese, soprattutto nei campi dei servizi e dell’edilizia.
Agricoltura
L’agricoltura kenyana è molto sviluppata lungo la fascia costiera, dove grazie al clima, con piogge abbondanti durante tutto l’anno, permette la crescita di una flora diversificata e rigogliosa. Si esportano principalmente banane, tè e caffè. L’ allevamento non è molto sviluppato.
Industrie
Le maggiori industrie si concentrano nella capitale Nairobi, e si basano sulle industrie di tipo agro-industriale. Attualmente si stanno diffondendo in altre città.






