C’è ancora
tanto lavoro da fare
per costruire un futuro
dignitoso per i bambini

“Un giorno una donna si accorse che stava accadendo qualcosa sul ciglio del dirupo che sovrasta il laghetto che divide Korogocho dalla discarica. Una ragazzina tentava di trascinare con sé il fratellino per gettarsi assieme a lui nell’acqua.

Ma cosa c’è di talmente mostruoso, demoniaco nel mondo, da spingere due bambini al suicidio, proprio nel momento in cui dovrebbero aprirsi alla bellezza della vita!”



da “Korogocho” di A. Zanotelli
intro image symbol

Perché proprio
il Kenya?

Il Kenya è al 146° posto dello Human Development Index.

Il 46,1% della popolazione è sotto la soglia di povertà e Il lavoro minorile incide ancora per il 26% sul totale dei bambini tra i 5 ed i 14 anni.

Il 6% delle persone sopra i 15 anni ha contratto l’AIDS e il 26% dei bambini sotto i 5 anni è sottopeso e malnutrito.

Il 40% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile, mentre il 70% non ha accesso ai servizi igienici né all’energia elettrica.

L’aspettativa di vita è intorno ai 60 anni, ma il 40% delle morti è ancora causato da malattie infettive e parassitarie, come Tubercolosi, Malaria, HIV, epatiti, diarrea.

 

Perché NAIROBI e le
sue baraccopoli?

Nairobi è una città di 5.000.000 di abitanti, di cui il 60% vive nelle 110 baraccopoli. Le baraccopoli sono degli insediamenti urbani abusivi, privi di servizi igienici, acqua potabile, luce e con fogne e rifiuti a cielo aperto.

Un conglomerato di abitazioni fatiscenti, che, per Korogocho e Dandora in particolare, si sviluppa intorno a una delle discariche più estese d’Africa, in cui l’emergenza è costante.

Korogocho è il secondo slum per grandezza e densità di popolazione, dove l’aspettativa di vita scende a 30-40 anni.

Il 70% della popolazione delle baraccopoli non ha accesso ai servizi igienico-sanitari e all’acqua potabile.

Qui la percentuale di malati di AIDS, per la maggior parte donne e bambini, sale al 60%.

Le famiglie sono formate in media da 6 persone, che vivono in baracche di circa 10 mq, fatte di legno, fango e lamiera.

L’80% di queste famiglie paga un affitto mensile di circa 10 $.

Il rapporto insegnanti/studenti delle scuole primarie è di 1:60

Lo slum di Dandora nasce direttamente dall’omonima discarica, una delle più grandi d’Africa:

850 tonnellate di rifiuti scaricati ogni giorno
10.000 lavoratori per la raccolta differenziata a mano dei rifiuti
Il 55% dei lavoratori sono bambini, che scappano da scuola per aumentare le entrate famigliari.
Una loro giornata di lavoro in discarica equivale a meno di 2 euro di guadagno.
Il 50% di questi bambini ha gravi problemi alle vie respiratorie e infezioni gravissime.

PERCHÉ ALLE FALDE DEL KILIMANJARO?

NELLA TERRA DEI MASAI

Le famiglie Masai vivono di agricoltura e allevamento. Il problema più grande è, quindi, la grave mancanza di acqua, che incide gravemente sul bilancio famigliare e rende difficile, se non impossibile, iscrivere i bambini a scuola.

L’80% della popolazione Masai dell’area non ha accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici.

Secondo la tradizione, il passaggio all’età adulta delle bambine Masai è segnato da un rito di passaggio all’età di 12-13 anni e, successivamente, dal matrimonio. Tale pratica porta a un altissimo tasso di analfabetismo e di ritiro dalle scuole da parte delle bambine.