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I bambini sono indaffarati a spostare sacchi di riso, urlano tra loro qualcosa che si mischia alle tante voci dello slam. I matatu sono accatastati uno accanto all’altro nell’attesa di fagocitare quante più persone possibili e gli autisti gridano destinazioni e prezzi muovendo verso di loro persone oscure nella notte. Sono le cinque del mattino e i bambini di Alice for school si stanno preparando per andare alla finale del Kenya Music Festival a Meru. Caricano poche cose tra cui otto materassi sui quali avrebbero dormito tutti e quaranta e partiamo. Inizia  a far giorno e mentre fuori l’Africa si fa sempre più verde si addormentano uno sopra l’altro. Man mano che si risvegliano il vociare si fa sempre più forte, sono emozionati. Molti di loro non sono mai usciti da Nairobi. Molti di loro non sono mai usciti dallo slum. Si vedono sempre più pulmini che si avvicinano a Meru, carichi di bambini emozionati quanto loro. I colori sgargianti delle divise scolastiche si mescolano con le perline delle collane masai, con le piume dei copricapo, i mantelli e le pellicce, le lance e i tamburi. Canti, balli, strumenti musicali, tutto si muove all’unisono e tutti si impegnano per rappresentare al meglio la loro tribù. Giunge  il momento del debutto sul palco. Il primo è  Samson, che si classifica quarto grazie al suo ritmo innato che emoziona tutti quanti. Il secondo giorno i ragazzi recitano un drama che li fa candidare tra i primi posti nella nazione. Impossibile descrivere la gioia dei ragazzi … chi l’avrebbe mai detto che una scuola proveniente dallo slum, una delle poche ad avere come costume di scena una divisa scolastica potesse arrivare tra i primi posti? Ma forse non era nemmeno  per la vittoria che gioivano. La gara, l’esibizione, la competizione era solo il pretesto. Il vero motivo della loro felicità era il viaggio, il divertimento che provavano nel correre in un prato senza immondizia, l’incontrare persone nuove. Per due giorni interi hanno giocato e cantato, ridendo della fortuna che hanno avuto di poter vivere poche ore lontani dalle loro vite. Senza perdere allegria è arrivato anche per loro il momento di impacchettare di nuovo i materassi e le felpine rosse. Direzione Nairobi, si torna a casa.

Bianca e Silvia T.

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