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Dato che oggi in Italia si festeggia la festa della mamma, vorremmo illustrare con dati aggiornati al 2013, qual è lo stato di salute delle madri nel mondo dando speciale attenzione alle madri in Africa sub-sahariana.

Nel rapporto State Of the World’s Mother 2013 pubblicato da Save The Children si legge che nonostante la nascita di un bambino dovrebbe essere un momento di felicità, per milioni di madri nei paesi in via di sviluppo è ancora un momento molto drammatrico. Infatti ogni anno circa 3 milioni di bambini muoiono entro il primo mese di vita e più di un terzo di questi non resistono al primo giorno di vita, rendendo questo giorno il più rischioso della vita sia del neonato che della madre stessa.

L’Africa sub-sahariana è ancora la zona più a rischio del mondo. Sebbene l’indice di mortalità infantile e materno si sia abbassato in tutti i paesi in via di sviluppo dal 1990 in poi, questo tipo di progresso è andato molto più a rilento nel continente africano. Non a caso, su 176 paesi in totale i dieci paesi con il livello di benessere più basso sia per le madri che per i neonati si trovano proprio in quest’area. Il Kenya sebbene non rientri in wuelle dieci, è comunque nella zona bassa in posizione 156.

Inoltre, oltre ad essere un’esperienza devastante per ogni madre, la perdita di un figlio può avere una portata ancora più importante nei paesi dove lo status della donna è definite in base alla sua fertilità. Ad esempio nella zona rurale della Tanzania la madre è scoraggiata dal piangere pubblicamente il proprio lutto per non alimentare il pettegolezzo, si piange silenziosamente “nel proprio cuore”.

Dunque, sebbene in questo ambito la prevenzione e le cure per ridurre la mortalità materna ed infantile sono migliorate in maniera considerevole dal 1990 in poi riducendo della metà il numero di morti, ancora molto deve essere fatto però per poter garantire ad ogni madre la gioia di veder crescere sano il proprio figlio e per garantire al figlio le cure e l’amore della propria madre.

Per approfondire, cliccate sul linki in basso nelle fonti.

Giulia

Fonti:

http://images.savethechildren.it/IT/f/img_pubblicazioni/img209_b.pdf

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