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Oggi, 5 giugno, si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, un’occasione importante per riflettere sull’impatto dell’uomo sul Pianeta.

Il tema del 2013 scelto dalle Nazioni Unite è «Pensa, mangia, preserva»: un modo per riflettere su ciò che si mangia ed evitare gli sprechi alimentari.

Nei Paesi occidentali ogni ann0 (dati Unep e Fao) si sprecano 222 milioni di tonnellate di cibo, pari quasi alla produzione di cibo nell’Africa sub-sahariana. Questo, mentre 868 milioni di persone a livello globale soffrono la fame, in particolare in Africa.

“Si tratta di una vera e propria emergenza anche sul fronte ambientale, che governi e istituzioni di tutto il mondo devono affrontare con decisione – dice Riccardo Valentini, premio Nobel per la Pace nel 2007 e direttore della divisione impatti sul clima presso il Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici -. Acqua, energia e ettari di terreno vengono utilizzati per produrre cibi che vengono poi gettati, con costi enormi per la salute del Pianeta. È ormai necessario rivedere radicalmente i comportamenti e le abitudini di consumo di buona parte degli abitanti della Terra, in particolare nel mondo Occidentale”.

E l’Italia non è esente da questo fenomeno: lo spreco di cibo nel nostro paese raggiunge un valore di 15 miliardi di euro e produce circa 4 milioni di tonnellate di CO2, energia sufficiente ad alimentare i consumi energetici della popolazione italiana in un anno.

“Il pianeta non può aspettare: oltre un miliardo di tonnellate di cibo gettato ogni anno potrebbe sfamare per quattro volte tutte le persone malnutrite, con effetti immediati nella lotta contro la fame e grandi benefici anche per la salute della Terra – afferma Danielle Nierenberg, esperta di agricoltura sostenibile e fondatrice del FoodTank: the Food Think Tank -. Ciascuno di noi può fare la sua parte, adottando nella vita quotidiana piccoli accorgimenti in grado di ridurre gli sprechi”.

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