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Dopo tre mesi Selene è tornata e ci ha mandato l’ultima emozionante pagina del suo diario di volontaria presso i nostri progetti in Kenya. Godetevelo con noi, e perchè no, fatevi ispirare dalle sue parole.

Ciao a tutti!

Purtroppo la mia esperienza qui in Kenya sta per finire, almeno per ora, perché so che tornerò prima o poi. Mi sono innamorata dell’Africa, dei suoi colori e delle persone che la rendono così speciale. Ma sono stati i bimbi, con il loro costante entusiasmo e la loro determinazione nel perseguire i loro sogni e uscire da situazioni che nessun bambino dovrebbe vivere, a rendere questi tre mesi così pieni di emozioni e soddisfazioni. Questa però non vuole essere una pagina di diario triste e nostalgica, tutt’altro. Voglio condividere con tutti voi la speranza e la fiducia che mi hanno trasmesso gli studenti delle classi quinte e quarte delle scuole negli slums di Korogocho e Kariobanghi e lanciare un segnale che deve riecheggiare forte e chiaro: queste piccole personcine hanno una forza d’animo e una capacità di cercare il meglio in ogni cosa che dovrebbe insegnare molto a tutti noi. In questi mesi ho sviluppato insieme ai miei studenti un progetto riguardante un tema piuttosto delicato: lo stress. Inizialmente la mia intenzione era esaurire il discorso in una sola lezione credendo che alla loro età le situazioni di stress che potessero aver vissuto o, per lo meno, catalogato nella loro testa come tali e non semplicemente come tristezza o rabbia, potessero essere ben poche. Mi sbagliavo. Questi bambini hanno ben chiaro cosa sia e cosa si provi. Durante la prima lezione insieme abbiamo cercato di definire cosa fosse lo stress e a quali emozioni possa essere associato, abbiamo poi cercato di stilare una lista di situazioni che possono essere stressanti e in gruppi o individualmente gli studenti hanno scritto una storia in cui raccontano un’esperienza, per lo più reale, a volte inventata, difficile e che ha creato stati di ansia, paura, rabbia, angoscia, tristezza o altre emozioni negative che li hanno portati a vivere situazioni stressanti. I racconti variano molto, da quelli che ci aspetteremmo anche dai nostri bambini, come un litigio tra amici, una presa in giro, una sgridata della mamma, a storie molto più dure: alcuni raccontano di quello che hanno provato scoprendo di essere sieropositivi, altri della morte di un genitore o di un amico, altri ancora dell’abbandono. Le loro esperienze sono mille e sarei riduttiva se cercassi di sintetizzarle in questo momento. Fatto sta che leggendo i loro scritti ho deciso di continuare le lezioni. Durante il secondo incontro insieme abbiamo cercato di trovare le possibili soluzioni, vale a dire cosa si può fare quando ci si trova di fronte a una situazione che ci sembra insormontabile. I ragazzi hanno ancora lavorato in gruppo e, nella lezione successiva, abbiamo riflettuto sui punti più ricorrenti trovando “parole chiave” che potessero riassumere il loro lavoro. Le più comuni sono state: pregare, perdonare, parlare, capire, amicizia, pace, giocare, ballare, rilassarsi, stare insieme. Tutto questo lavoro, con dei disegni che rappresentano alcune delle soluzioni trovate, è andato a formare un libro che ho lasciato in ogni classe. 

Spero con tutto il cuore che il nostro piccolo progetto possa essere loro d’aiuto quando e se incontreranno nuovamente in futuro situazioni stressanti e che possano sembrar loro non così impossibili da superare. Certo, i miei consigli e suggerimenti non sono quelli di una psicologa e lo stress è così diverso da caso a caso, da persona a persona che generalizzare è insensato, ma la cosa più importante, il “traguardo raggiunto” è che da soli, con il mio solo supporto, siano riusciti a parlarne e a cercare rimedi a cui forse prima non avevano pensato. Ho cercato di dare il massimo, spronata dal fatto che loro si siano messi in gioco e si siano così impegnati in lezioni che erano “extra” e a cui potevano tranquillamente disinteressarsi. 

Spesso si sente dire che facendo volontariato ricevi più di quanto riesci a dare, beh, sono assolutamente d’accordo. Ho imparato tanto e farò tesoro di tutto. Porterò tutti loro e tutto quello che mi hanno trasmesso sempre nel cuore.

Sosteniamoli e impariamo, perché, come ripeto sempre ai miei studenti, “knowledge is power”.

Selene

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