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Un mese fa circa lo sciopero degli insegnati di 24 giorni è volto al termine. Di recente il governo ha stabilito che agli insegnati non sarà pagato tutto il salario del mese di luglio, ma solo una parte relativa agli effettivi giorni di lavoro.

Nonostante lo sciopero degli insegnanti si sia tenuto contravvenendo agli ordini del tribunale che lo dichiarò illegale (ma mai uno sciopero è stato legale in Kenya), diverse opinioni sostengono che questa decisione del governo potrebbe essere controproducente sul medio periodo. Infatti decurtando le paghe con atteggiamento vendicativo, intollerante ed insensibile alle problematiche sociali degli insegnati, non giova alla reputazione della nuova amministrazione.

Gli scioperi sono segno di civiltà e democrazia, ogni tentativo di criminalizzarli è una strategia retrograda. In ogni caso però gli insegnati dovrebbero imparare ad essere pazienti, ragionevoli e usare lo sciopero come ultima risorsa di lotta.

Nel complesso c’è da dire che il settore dell’educazione caratterizzato da miriadi di problemi che richiedono sobrie riflessioni e non azioni punitive. La mancanza di insegnati e di risorse di insegnamento adeguate a causa degli scarsi fondi, corsi sovraccarichi e basse paghe sono la ricetta per malcontento ed agitazioni di massa. Dovrebbero quindi essere affrontati con criterio.

Fonte: Daily Nation

Tradotto da Giulia

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Fonte: Daily Nation<\/a><\/p>

Tradotto da Giulia<\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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