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Dal 4 all’8 settembre a Riccione si tiene la 19esima edizione del Premio Ilaria Alpi per il reportage giornalistico. Mariangela Gritta Grainer – presidente dell’associazione Ilaria Alpi – ha dichiarato “Vogliamo che Ilaria possa continuare a non tacere e che così possano e vogliano fare sempre più giornalisti e sempre più giovani che scelgano di fare questo lavoro”.

Ma chi è Ilaria Alpi? Ilaria Alpi è una giornalista italiana inviata in Somalia a Mogadiscio durante la guerra civile insieme all’operatore Miran Hrovatin con il quale è stata uccisa il 20 marzo 1994. La loro morte è ancora un mistero in cui si intrecciano violenza, traffici internazionali e depistaggi.

Nel loro reportage, Alpi e Hrovatin attraversano le province settentrionali e prima di rientrare a Mogadiscio si interessano di una nave, la Faarax Omar, donata alla Somalia dalla Cooperazione italiana ed appena sequestrata al porto di Bosaso. Immediatamente emerge il sospetto che un’ingente traffico illegale, di armi e rifiuti tossici, stia procedendo in Somalia con il concorso di organizzazioni italiane e la copertura della missione umanitaria internazionale.

Il 20 marzo, mentre proseguono le loro ricerche a Mogadiscio, Alpi e Hrovatin sono raggiunti ed uccisi nella loro auto da un commando di sette uomini armati a bordo di una jeep.

Per ora, l’unico a pagare per la responsabilità dell’assassinio è il somalo Hashi Omar Hassan, arrestato e portato in Italia nel 1998. Nel 2001, la Corte di Cassazione alleggerisce  dalle aggravanti della premeditazione la condanna all’ergastolo già definita nel 2000.

Le indagini proseguono e nel 2006, La Commissione parlamentare d’Inchiesta sul caso presieduta dall’avvocato Taormina conclude i propri lavori con due relazioni contrastanti. L’una sostiene che l’agguato sia il risultato di un rapimento fallito, l’altra sostiene invece la tesi dell’agguato premeditato.

Il GIP Cersosimo riapre l’inchiesta nel 2007, rifiutando la domanda di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma. L’ordinanza del giudice apre all’ipotesi dell’omicidio su commissione in seguito alle indagini condotte da Alpi su presunti traffici illeciti di armi e rifiuti tossici, che avrebbero coinvolto anche l’Italia.

In un messaggio, il Ministro Cécile Kyenge si scusa per la sua assenza all’evento e sottolinea il valore di questo tipo di giornalismo come un bene comune da supportare perché può essere il nostro sguardo critico sul mondo capace di stimolare riflessioni.

Su questa vicenda è inoltre possibile trovare in streaming gratuito un documentario – ottimo esempio di giornalismo d’inchiesta – dal titolo Toxic Somalia – sulla pista di Ilaria Alpi che ripercorre le tracce dell’indagine della giornalista morta.

Fonti: Giornalismovideoreporter.it, La storia siamo noiIlariaalpi.itecoblog.it

Giulia

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Nel loro reportage, Alpi e Hrovatin attraversano le province settentrionali e prima di rientrare a Mogadiscio si interessano di una nave, la Faarax Omar, donata alla Somalia dalla Cooperazione italiana ed appena sequestrata al porto di Bosaso. Immediatamente emerge il sospetto che un’ingente traffico illegale, di armi e rifiuti tossici<\/b>, stia procedendo in Somalia con il concorso di organizzazioni italiane e la copertura della missione umanitaria internazionale.<\/p>

Il 20 marzo, mentre proseguono le loro ricerche a Mogadiscio, Alpi e Hrovatin sono raggiunti ed uccisi nella loro auto da un commando di sette uomini armati a bordo di una jeep.<\/p>

Per ora, l\u2019unico a pagare per la responsabilit\u00e0 dell\u2019assassinio \u00e8 il somalo Hashi Omar Hassan<\/b>, arrestato e portato in Italia nel 1998. Nel 2001, la Corte di Cassazione alleggerisce  dalle aggravanti della premeditazione la condanna all’ergastolo gi\u00e0 definita nel 2000.<\/p>

Le indagini proseguono e nel 2006, La Commissione parlamentare d’Inchiesta sul caso presieduta dall’avvocato Taormina conclude i propri lavori con due relazioni contrastanti. L\u2019una sostiene che l\u2019agguato sia il risultato di un rapimento fallito, l\u2019altra sostiene invece la tesi dell\u2019agguato premeditato.<\/p>

Il GIP Cersosimo riapre l’inchiesta nel 2007, rifiutando la domanda di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma. L’ordinanza del giudice apre all’ipotesi dell’omicidio su commissione in seguito alle indagini condotte da Alpi su presunti traffici illeciti di armi e rifiuti tossici, che avrebbero coinvolto anche l’Italia.<\/p>

In un messaggio, il Ministro C\u00e9cile Kyenge<\/b> si scusa per la sua assenza all’evento e sottolinea il valore di questo tipo di giornalismo come un bene comune da supportare perch\u00e9 pu\u00f2 essere il nostro sguardo criti<\/b>co sul mondo capace di stimolare riflessioni.<\/p>

Su questa vicenda \u00e8 inoltre possibile trovare in streaming gratuito un documentario – ottimo esempio di giornalismo d’inchiesta – dal titolo Toxic Somalia – sulla pista di Ilaria Alpi<\/b><\/a> che ripercorre le tracce dell’indagine della giornalista morta.<\/p>

Fonti: Giornalismovideoreporter.it<\/a>, <\/a>La storia siamo noi<\/a>, Ilariaalpi.it<\/a>, ecoblog.it<\/a><\/p>

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