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Aminata Touré è il nuovo premier dello Stato africano. Sostituisce in corsa Abdoul Mbave, esperto di economia ma inadatto a risolvere il problema della povertà del Paese.

Per la seconda volta nella sua storia, il Senegal ha un premier di sesso femminile: con decisione repentina –e di cui, per il momento, non si conoscono le effettive ragioni- il presidente Macky Sall ha liquidato il governo guidato da Abdoul Mbaye (di cui faceva parte anche il celebre cantante Youssou Ndour) e ha dato l’incarico a Aminata Touré -già ministro della Giustizia-  di formarne uno nuovo.

Molti analisti ritengono che alla base della decisione di Sall ci sia la crisi economica e l’alta disoccupazione del Paese, nonostante la fama di tecnocrate serio e rigoroso che accompagnava l’ormai ex premier.  

Curriculum di tutto rispetto quello che può vantare la Touré, detta Mimì. Figlia di un medico e di un’ostetrica, il neo Primo Ministro ha trascorso gli anni di scuola a Tambacounda, una grande città della parte orientale del Senegal. Si è poi specializzata in Francia, con un master a Digione e uno a Aix-en-Provence, fino al dottorato di ricerca presso l’ École internationale de management , a Parigi. Militante fin dall’età di 14 anni, ha sempre abbinato la passione politica all’impegno umanitario, in un crescendo di soddisfazioni professionali: dal ruolo di primo piano nella campagna elettorale del Senegal nel 1993 fino al già menzionato dicastero della Giustizia, passando per la direzione del Fondo per le Nazioni Unite (UNFPA), a New York nel 2003.

Il presidente mi ha fatto l’onore di propormi di guidare il nuovo esecutivo e io ho accettato con umiltà», si è limitata a dire dopo la nomina. Nessun accenno di polemica nei confronti del suo predecessore: «Prendo il testimone per continuare la gara, una gara per lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni di vita della nostra gente”.

Il primo premier donna del Paese, Mame Madior Boye, occupò questa carica dal 2001 al 2002. È tutta l’Africa in generale che negli ultimi anni sta dando uno spazio sempre più prestigioso all’ “altra metà del cielo”: Joyce Band e Ellen Johnson Sirleaf, presidenti rispettivamente del Malawi e della Liberia, sono gli esempi più prestigiosi.

Fonte: Vita.it

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Molti analisti ritengono che alla base della decisione di Sall ci sia la crisi economica e l\u2019alta disoccupazione del Paese, nonostante la fama di tecnocrate serio e rigoroso che accompagnava l\u2019ormai ex premier.  <\/p>

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Fonte: Vita.it<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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