News e Comunicazioni

Ci sono cose che non possiamo spiegare se non a chi con noi e come noi le ha vissute.

È l’ultima sera, chi si scambia le foto, chi scrive il diario, chi sbadiglia ma si impone di stare sveglio ancora un pochino. L’ultima sera è sempre una delle più magiche. Si fa un po’ il bilancio del mese appena vissuto, si tirano le somme, ci si chiede se si è fatto abbastanza, ci si domanda da domani cosa si sarà e cosa si riuscirà ad essere in grado di fare una volta tornati a casa.

Forse perché fondamentalmente anche il concetto di casa viene a mancare un po’ e non è facile capire quale sia davvero casa…

I bimbi sono cresciuti, cambiati… chi si prepara agli esami che li porteranno via da qui, chi sa che ci rimarrà ancora a lungo. Nuovi piccoli nani sono arrivati, altri sono volati via verso un futuro speriamo meraviglioso.

Li sto guardando crescere, ogni anno li trovo ad aspettarmi, ogni anno siamo e sono diversi. Mi accolgono con la solita gioia infinita, urlano il mio nome, sanno che sto arrivando ed io sono felice, finalmente felice.

Un gruppo di volontari meraviglioso, una famiglia allargata in un mese di collaborazione, sentimenti, emozioni, coordinazione perfetta. Un mese in cui tutto fila liscio, un mese che vola senza nemmeno che ci si renda conto di come e quanto l’abbiamo vissuto.

Essere volontari in Africa significa molte cose, significa prepararsi ad un oceano in tempesta che ti sommerge in un secondo, significa capire qualcosa che sembra incomprensibile, essere volontari qui significa avere il cuore vuoto pronto a farlo riempire, ogni giorno costantemente. Essere volontari qui significa guardarli e pensare che tra loro potrebbe esserci un futuro ingegnere, un futuro medico, un futuro avvocato … o semplicemente una futura meravigliosa mamma o un fantastico padre.

Come sempre i ritmi sono frenetici (altro che tempi africani!) ma tutto si fa con il sorriso e con la leggerezza che solo qui sappiamo comprendere. Siamo sempre tempestati di cose da fare, le liste dei “to do” si riempie ogni giorno ed ogni giorno stanchi e soddisfatti cancelliamo tutto o quasi.

Soddisfatta? Pienamente. 

Felice? Come in nessun altro posto lo sono.

Starei qui? Per sempre.

È la mia quinta volta qui e l’unico motivo che mi spinge a tornare è pensare che presto prenoterò il prossimo volo… perché qui è qualcosa di inspiegabile.

L’attentato a Westgate ha reso sicuramente le cose complesse. Per il morale, per la sicurezza, per il silenzio ogni giorno che calava guardando le immagini alla TV. Hanno colpito il mio paese, il paese che mi ha adottato senza chiedermi nulla in cambio. Il paese che mi ha presa in custodia senza pretese e senza che io potessi scegliere.

Un ultimo pensiero al mio essere volontaria e genitore a distanza. Il mio piccolo folletto cresce, impara l’inglese e soddisfa pienamente il mio naturale istinto materno. Ora che comunichiamo perfettamente andiamo in giro insieme per il villaggio ed oggi persino al supermercato. Non l’aveva mai visto ….

Io sono felice, felice di venire qui ogni anno, felice di ricevere tanto amore, felice di poter essere totalmente me stessa … felice perché domani torno in Italia ma presto sarò di nuovo qui.

Marika

[content-builder]{“id”:1,”version”:”1.0.4″,”nextId”:3,”block”:”root”,”layout”:”12″,”childs”:[{“id”:”2″,”block”:”rte”,”content”:”

Ci sono cose che non possiamo spiegare se non a chi con noi e come noi le ha vissute.<\/p>

\u00c8 l\u2019ultima sera, chi si scambia le foto, chi scrive il diario, chi sbadiglia ma si impone di stare sveglio ancora un pochino. L\u2019ultima sera \u00e8 sempre una delle pi\u00f9 magiche<\/b>. Si fa un po\u2019 il bilancio del mese appena vissuto, si tirano le somme, ci si chiede se si \u00e8 fatto abbastanza, ci si domanda da domani cosa si sar\u00e0 e cosa si riuscir\u00e0 ad essere in grado di fare una volta tornati a casa.<\/p>

Forse perch\u00e9 fondamentalmente anche il concetto di casa<\/i> viene a mancare un po\u2019 e non \u00e8 facile capire quale sia davvero casa\u2026<\/p>

I bimbi <\/b>sono cresciuti, cambiati… chi si prepara agli esami che li porteranno via da qui, chi sa che ci rimarr\u00e0 ancora a lungo. Nuovi piccoli nani sono arrivati, altri sono volati via verso un futuro speriamo meraviglioso.<\/p>

Li sto guardando crescere, ogni anno li trovo ad aspettarmi, ogni anno siamo e sono diversi. Mi accolgono con la solita gioia infinita, urlano il mio nome, sanno che sto arrivando ed io sono felice, finalmente felice.<\/p>

Un gruppo di volontari meraviglioso, una famiglia allargata<\/b> in un mese di collaborazione, sentimenti, emozioni, coordinazione perfetta. Un mese in cui tutto fila liscio, un mese che vola senza nemmeno che ci si renda conto di come e quanto l\u2019abbiamo vissuto.<\/p>

Essere volontari in Africa significa molte cose, significa prepararsi ad un oceano in tempesta che ti sommerge in un secondo, significa capire qualcosa che sembra incomprensibile, essere volontari qui significa avere il cuore vuoto pronto a farlo riempire, ogni giorno costantemente. Essere volontari qui significa guardarli e pensare che tra loro potrebbe esserci un futuro ingegnere, un futuro medico, un futuro avvocato \u2026 o semplicemente una futura meravigliosa mamma o un fantastico padre.<\/p>

Come sempre i ritmi sono frenetici (altro che tempi africani!) ma tutto si fa con il sorriso e con la leggerezza che solo qui sappiamo comprendere. Siamo sempre tempestati di cose da fare, le liste dei \u201cto do\u201d si riempie ogni giorno ed ogni giorno stanchi e soddisfatti cancelliamo tutto o quasi.<\/p>

Soddisfatta? Pienamente. <\/b><\/p>

Felice? Come in nessun altro posto lo sono.<\/b><\/p>

Starei qui? Per sempre.<\/b><\/p>

\u00c8 la mia quinta volta qui e l\u2019unico motivo che mi spinge a tornare \u00e8 pensare che presto prenoter\u00f2 il prossimo volo\u2026 perch\u00e9 qui \u00e8 qualcosa di inspiegabile<\/b>.<\/p>

L\u2019attentato a Westgate ha reso sicuramente le cose complesse. Per il morale, per la sicurezza, per il silenzio ogni giorno che calava guardando le immagini alla TV. Hanno colpito il mio paese, il paese che mi ha adottato senza chiedermi nulla in cambio. Il paese che mi ha presa in custodia senza pretese e senza che io potessi scegliere.<\/b><\/p>

Un ultimo pensiero al mio essere volontaria e genitore a distanza<\/b>. Il mio piccolo folletto cresce, impara l\u2019inglese e soddisfa pienamente il mio naturale istinto materno. Ora che comunichiamo perfettamente andiamo in giro insieme per il villaggio ed oggi persino al supermercato. Non l\u2019aveva mai visto \u2026.<\/p>

Io sono felice, felice di venire qui ogni anno, felice di ricevere tanto amore, felice di poter essere totalmente me stessa \u2026 felice perch\u00e9 domani torno in Italia ma presto sar\u00f2 di nuovo qui.<\/p>

Marika<\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

Condividi su

Potrebbe anche interessarti

19 agosto 2019

News dal Kenya

Giornata Mondiale dell'Aiuto Umanitario

Dopo avervi raccontato della Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni, oggi vi parliamo di un’altra Giornata importante e che sentiamo molto vicina al nostro lavoro: la Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario (World … Continua

13 agosto 2019

La Classe 2019 di AIFA

Il racconto sulla nuova avventura ad Alice Italian Food Academy prosegue questa settimana con la presentazione della nuova classe di aspiranti chef kenioti! Le lezioni di cucina italiana sono iniziate … Continua

9 agosto 2019

News dal Kenya

Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni 2019

La Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni ricorre ogni anno il giorno 9 agosto. È stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1994 per celebrare le diversità caratteristiche di ciascun popolo indigeno … Continua