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La Radar Technologies International, la società di esplorazione di risorse naturali che ha eseguito le ricerche per conto delle Nazioni Unite, ha scoperto le falde acquifere con il sistema WATEX, la tecnologia di esplorazione spaziale che permette di localizzare l’acqua sotterranea con oltre il 94% di certezza e conosciuta per le sue capacità di mappatura rapida e su larga scala. E’ grazie alle tecnologie di Remote Sensing incrociata con dati rilevati sul territorio che ha permesso di individuare i bacini in poco tempo. Uno degli aspetti più importanti della conferma dell’esistenza dei bacini è che altri ne potrebbero essere individuati con le stesse tecniche. Il tesoro blu e segreto dell’Africa, un continente dalle ricchezze idrologiche ancora da scoprire, potrebbe essere presto portato alla luce.

Proprio nella regione più critica dal punto di vista delle risorse naturali – Turkana County, nel nord del paese – sono stati scoperti cinque bacini acquiferi, uno dei quali è grande quanto il Rhode Island (3.140 km²). Secondo la Radar Technologies International “Le falde contengono una riserva minima di 250 miliardi di metri cubi di liquido“. Si tratta di un potenziale enorme di approvvigionamento di risorse sotterranee che oltre a fornire acqua potabile, potrebbe essere utilizzato come fonte di irrigazione per le colture o di acqua per il bestiame. Siccità e malnutrizione sono le piaghe che affliggono la tormentata regione del Turkana; l’UNESCO ha dichiarato che “Su una popolazione di circa 41 milioni di persone, 17 milioni di kenyoti non hanno accesso sufficiente all’acqua potabile e 28 milioni sono senza servizi igienici adeguati“. Dei cinque bacini due sono stati pienamente identificati e mappati mentre per gli altri tre mancano ancora dei dati.

Questa ritrovata ricchezza d’acqua apre una porta verso un futuro più prospero per il popolo del Turkana e la nazione nel suo complesso“, ha detto Judi Wakhungu, segretario del Kenya per l’ambiente, l’acqua e le risorse naturali in una dichiarazione dell’Unesco. “Ora dobbiamo lavorare per esplorare ulteriormente queste risorse e tutelarle per le generazioni future“. I ritrovamenti sono stati frutto di una cooperazione tra il governo del Kenya e l’UNESCO, con il sostegno finanziario del Giappone. Gretchen Kalonji, assistant director per le scienze naturali dell’UNESCO, ha detto: “La scoperta dimostra chiaramente come scienza e tecnologia possono contribuire all’industrializzazione e la crescita economica e risolvere i veri problemi sociali come l’accesso all’acqua“.

Fonti: Repubblica.it

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Fonti: Repubblica.it<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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