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Ieri a Varsavia è iniziata la 19esima Conferenza delle Parti dell’UNFCC (COP19) che nelle prossime due settimane, ha il compito di stilare la roadmap per l’accordo globale sul clima del 2015. Il dramma delle Filippine ha creato una tragica quanto inaspettata cornice a un evento istituzionale spesso criticato, dalle associazioni ambientaliste, per la sua inconcludenza. Yeb Sano, capo della delegazione filippina, ha annunciato in lacrime il proprio sciopero volontario della fame durante le prossime due settimane.

Le aspettative riguardanti questo vertice sono minime: dopo il fallimento di Copenaghen 2009, i negoziati di Varsavia puntano a preparare il terreno per le prossime conferenze, Lime 2014 e Parigi 2015 dove si auspica il raggiungimento del nuovo accordo globale sul clima. Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima e Energia WWF Italia, afferma che i governi anziché impiegare il loro tempo in giochi politici, dovrebbero impegnarsi più seriamente per il risolvere il problema del riscaldamento globale e una drammatica riduzione delle emissioni rimane l’unica soluzione. Se nel 2015 si vuole raggiungere l’accordo non si può lasciare tutto il negoziato aperto sino all’ultimo.

Alla Conferenza si terrà anche un’Africa Day che si focalizzerà sul tema “Cambiamenti climatici e agricoltura nello sviluppo e nella riduzione della fame in Africa”. L’auspicio è di uscirne con maggior supporto politico e scientifico per quanto riguarda la risoluzione delle problematiche legate ai cambiamenti climatici nel continente.

Fonte: La Stampa; Climdev-Africa

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