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Le Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 sono iniziate da 2 giorni, molte sono le nazioni in gara arrivate da tutto il mondo; l’Africa è rappresentata da ben 10 stati quest’anno: Kenya, Zimbabwe, Togo, Eritrea, Etiopia, Madagascar, Marocco e Senegal. Anche Algeria e Sudafrica sono inserite ma non avranno nessun loro esponente ai Giochi. Ma le novità interessanti sono Zimbawe e Togo. in rappresentanza dello Zimbawe, lo sciatore Luke Steyn, che fa slalom e slalom gigante. Mentre per il Togo gareggerà un’atleta italiana: si tratta di Alessia Afi Dipol, 19 anni, specialista dello slalom. Dopo tanti allenamenti e competizioni in giro per l’Europa, Alessia è a Sochi anche per divertirsi – Il sogno di esserci è realizzato ma c’è pur sempre una gara, anzi due. “Darò il massimo come sempre – spiega – ma per me a questi Giochi l’importante è divertirmi e scoprire il mondo olimpico”. Insieme a Mathilde Petitjean Amivi, la sua compagna di squadra che porterà la bandiera alla cerimonia d’apertura, mentre Alessia sarà l’alfiere a quella di chiusura.

Ma non è la prima volta che l’Africa ha dei rappresentanti ad un’edizione invernale delle olimpiadi. Il primo rappresentante a riscuotere successo in tutto il mondo fu Philip Boit, da Eldoret, Kenya, alle Olimpiadi di Nagano nel 1998. Prima di lui ci fu solo lo sciatore senegalese Lamine Gueye che lo anticipò di 14 anni. La Ma fu un’episodio di forte spirito sportivo che costituì la differenza. Boit, che concorreva nello sci di fondo, si ritrovò a gareggiare con l’icona norvegese della disciplina, Bjorn Daehlie. Quest’ultimo ovviamente vinse e, incuriosito dall’insolito concorrente kenyota – ultimo a tagliare il traguardo – decise di aspettarlo e incoraggiarlo durante lo sprint finale nello stadio. All’arrivo si abbracciarono e fu un’immagine molto forte che fece il giro del mondo.

Le nuove leve africane sono dunque una generazione ispirata dal coraggio di Philip Boit, il quale racconta “tutti loro dicono che hanno iniziato ad appassionarsi a questi sport perchè lo videro in televisione nel 1998 e si dissero che se il Kenya poteva farlo allora anche loro potevano”. Per tutti Boit è un pioniere che ha definitivamente spianato la strada all’Africa negli sport invernali, e allora godiamoci l’evento sportivo e forza Africa!

Fonti: BBC UK, Daring To Do, TGcom24Sport Sky

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Fonti: BBC UK<\/a>, Daring To Do<\/a>, TGcom24<\/a>, Sport Sky<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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