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Alla fine degli anni Novanta il regista senegalese Djibril Diop Mambéty presenta La piccola Venditrice di Sole, il secondo mediometraggio appartenente alla trilogia Histires del petites gens (storie della ‘piccola’ gente) che esplora il tema degli effetti del denaro sulla società. Il film è un toccante quadro sulla situazione dei bambini nelle strade di Dakar, Senegal: come vivono, come si comportano, com’è una loro giornata di vita? Il regista non svolge, però, un’indagine sociologica scientifica su questo drammatico soggetto, ma lo racconta con tocchi amorevoli e luminosi.

Sisi è una di questi ragazzi di strada, ma particolarmente sfortunata: è handicappata e si muove a fatica con le stampelle. Vive nella lontana periferia della città con la nonna, e per andare avanti non le resta che allungare la mano verso i passanti e chiedere l’elemosina. La piccina ha grinta e non trova decoroso questo sistema di vita: lei vuole lavorare con gli altri ragazzi, e chiede di vendere per le strade il quotidiano “Il Sole“. Invade però il territorio di altri strilloni, che vendono i due giornali della città: “Sud” e “Soleil“. La loro cattiveria si abbatte su di lei, viene gettata per terra e fatica a rialzarsi: è sola, abbandonata, ma non per questo si arrende. La redazione le ha affidato tredici copie del quotidiano da vendere. Non passa tanto tempo che esaurisce la scorta; non solo, ma avrà anche qualche mancia, che la renderà ancor più sicura e decisa. Si fa consegnare così altri giornali, ma subisce di nuovo le crudeli angherie dei ragazzi, che, al porto, le fanno scivolare in mare una stampella. Tra loro però c’è qualcuno che ha pietà e simpatia e, in un gesto di solidarietà, si getta in acqua per recuperarla e per diventare suo amico.

Le parole dell’autore “Siamo spacciati se abbiamo scambiato le nostre anime per soldi. Per questo mi rifugio nell’infanzia” riflettono il carattere della storia raccontata: semplice, ma ricca di piccole situazioni, gesti e metafore che la caricano di forza e attenzione verso questi diseredati abitanti della strada.

Fonti: World Cinema DirectoryBDP

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Fonti: World Cinema Directory<\/a>, BDP<\/a><\/p>\n”,”class”:””}]}[/content-builder]

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